Le donne che sentono nel proprio cuore di avere la vocazione matrimoniale, ma non riescono a trovare un fidanzato cristiano, possono leggere il seguente annuncio di un uomo che sta cercando una moglie davvero fedele agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Cliccare qui per leggere l'annuncio.


sabato 27 marzo 2021

Sulla terra siamo solo di passaggio per breve tempo

Brani tratti da "Riflessioni divote", di Sant'Alfonso Maria de Liguori.


Mentre siamo in questa vita siamo tanti pellegrini che andiamo vagando per questa terra, lontani dalla nostra patria il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia (...). Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio con separarci dal corpo, e di andare a vederlo. Ciò era quello che sempre sospirava san Paolo (...).

Signore, io son pellegrino su questa terra: insegnami l'osservanza de' tuoi precetti che son la via di giungere alla mia patria il cielo. Non è maraviglia se i malvagi vorrebbero sempre vivere in questo mondo, mentre giustamente essi temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia come può desiderare di seguire a vivere in questa valle di lagrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non v'è più pericolo di perderlo? (...) Povero chi per molto tempo dovrà proseguire a vivere in questo mondo fra tanti pericoli di dannarsi! E perciò i santi di continuo hanno avuta in bocca quella preghiera: Adveniat, adveniat regnum tuum; presto Signore, presto portateci al vostro regno. 

Affrettiamoci intanto noi, come ci esorta l'apostolo, ad entrare in quella patria ove troveremo una perfetta pace e contento (...). Affrettiamoci (dico) col desiderio e non cessiamo di camminare sino ad afferrare quel porto beato che Dio apparecchia agli amanti suoi. (...) Sicché l'unica nostra preghiera per sollevarci nelle angustie ed amarezze che proviamo in questa vita deve esser quella, Adveniat regnum tuum: Signore, venga presto il vostro regno, ove uniti eternamente con voi, amandovi da faccia a faccia con tutte le nostre forze, non avremo più timore né pericolo di perdervi.

E quando ci troviamo afflitti da' travagli o vilipesi dal mondo, consoliamoci colla gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore: Gaudete in illa die et exultate; ecce enim merces vestra multa est in coelo. Dice s. Cipriano che con molta ragione vuole il Signore che noi godiamo ne' travagli e nelle persecuzioni, perché allora si provano i veri soldati di Dio, e si distribuiscono le corone ai fedeli: Gaudere et exultare non voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, Dio mio, paratum cor meum, eccomi apparecchiato ad ogni croce che mi darete a soffrire. No che non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi vi ha offeso e si ha meritato l'inferno. Son pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi mandate: son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini; son contento, se così vi piace, che mi priviate di tutti i sollievi corporali e spirituali; basta che non mi priviate di voi e di sempre amarvi. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che avete sparso per me. V'amo, mio Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno vi amerò come spero, e il mio paradiso sarà godere del vostro gaudio infinito che voi ben meritate per la vostra infinita bontà.

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Iddio merita d'essere amato sopra ogni cosa.


Dice s. Teresa essere un gran favore che Dio fa ad un'anima il chiamarla al suo amore. Amiamolo dunque noi che siamo chiamati a quest'amore, ed amiamolo com'egli vuol essere amato: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo. Il ven. Luigi da Ponte si vergognava di dire a Dio: Signore, io vi amo sopra ogni cosa; v'amo più di tutte le creature, più di tutte le ricchezze, di tutti gli onori e di tutti i piaceri terreni; parendogli con tali parole di dire: mio Dio, v'amo più della paglia, più del fumo, più del fango.

Ma Dio si contenta che l'amiamo sopra tutte le cose. Sicché diciamogli almeno: Signore, sì io vi amo più di tutti gli onori del mondo, più di tutte le ricchezze, più di tutti i parenti ed amici; v'amo più della sanità, più della mia gloria, più delle scienze, e più delle mie consolazioni; v'amo in somma più di tutte le cose mie e più di me stesso.

Avanziamoci ancora a dirgli: Signore, io stimo le vostre grazie e i vostri doni; ma più di tutti i vostri doni amo voi che solo siete una bontà infinita ed un bene infinitamente amabile che supera ogni altro bene. E perciò, mio Dio, qualunque cosa mi doniate fuori di voi e che non è voi stesso non mi basta; e se mi donate voi, voi solo mi bastate. Vi cerchino altri quel che vogliono: io non voglio altro cercarvi che solo voi, mio amore, mio tutto. In voi solo ritrovo quanto posso trovare e desiderare.

Dicea la sacra sposa che fra tutte le cose aveva eletto di amar il suo diletto (...). E noi chi eleggeremo di amare? Fra tutti gli amici di questo mondo, dove potremo trovare un amico più amabile e più fedele di Dio e che ci abbia amati più di Dio? Preghiamolo dunque e preghiamolo sempre: Trahe me post te, Signore tiratemi a voi, perché se voi non mi tirate io non posso venire a voi. 

Ah Gesù mio e mio Salvatore, quando sarà ch'io spogliato d'ogni altro affetto non brami né cerchi altro che voi? Vorrei staccarmi da tutto, ma spesso entrano nel mio cuore certi affetti importuni che da voi mi distraggono. Distaccatemi voi colla vostra potente mano e fatevi l'unico oggetto di tutti gli amori miei e di tutti i miei pensieri.

Dice s. Agostino che chi ha Dio ha tutto; chi non ha Dio non ha niente. A che mai serve ad un ricco il possedere più tesori d'oro e di gemme, se sta senza Dio? Che serve ad un monarca avere più regni, se non ha la grazia di Dio? A che serve ad un letterato saper molte scienze e molte lingue, se non sa amare il suo Dio? Che serve ad un capitan generale il comandare a tutto l'esercito, s'egli vive schiavo del demonio e lontano da Dio? Davide mentre era re ma stava in peccato, andava a' suoi giardini, alle sue cacce, ed altre sue delizie; ma pareagli che quelle creature gli dicessero: Ubi est Deus tuus? Tu in noi vuoi trovare il tuo contento? va, trova Dio che hai lasciato, perché egli solo ti può contentare. E perciò confessava Davide che in mezzo a tutte le sue delizie non trovava pace e piangea notte e giorno pensando che stava senza Dio (...).

In mezzo alle miserie e travagli di questo mondo chi meglio di Gesù Cristo può consolarci? (...) O pazzia de' mondani! consola più una lagrima sparsa per dolore de' propri peccati, vale più un "Dio mio" detto con amore da un'anima che sta in grazia, che mille festini, mille commedie, mille banchetti, a contentare un cuore amante del mondo. (...)

Iddio solo sia dunque tutto il nostro tesoro, tutto il nostro amore; e tutto il nostro desiderio sia il gusto di Dio, il quale non si fa vincere d'amore; egli rimunera a cento doppi ogni cosa che si fa per dargli gusto.

(...)

Ah mio Dio ed ogni mio bene, siate voi l'oggetto dominante dell'anima mia; e siccome io vi preferisco nell'amore a tutte le cose, così fate voi che in tutte le cose io preferisca il vostro gusto ad ogni mio piacere. Gesù mio, confido nel vostro sangue, nella vita che mi resta, di non amare altro che voi in questa terra, per venire un giorno a possedervi in eterno nel regno de' beati. Vergine santa, soccorretemi voi colle vostre potenti preghiere e portatemi a baciarvi i piedi in paradiso.


lll




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venerdì 26 marzo 2021

Passione di Gesù

Una ragazza partecipò più per curiosità che per devozione alla Messa “in Coena Domini” del giovedì santo. Nella tarda serata tornò in chiesa per l'adorazione eucaristica. Pensò alle ultime ore di Gesù buono su questa terra, quando Egli, pur essendo Dio, si umiliò nel lavare i piedi ai suoi Apostoli, ed istituì il Sacramento dell'Eucaristia per poter fare comunione con gli esseri umani sino alla fine del mondo. Pensò anche alla sua agonia nell'orto del Getsemani, ma ciò che la colpì maggiormente fu il pensiero che Gesù aveva patito tutte quelle sofferenze per lei, per espiare al suo posto le pene meritate dai suoi peccati. Il giorno seguente meditò sulle atroci sofferenze del Redentore nel giorno della sua morte in croce. Pensare che Gesù buono si sarebbe lasciato giustiziare innocentemente per salvare anche lei sola, la fece piangere di tenera compunzione. Sentiva di essere amata in modo ineffabile da un Dio così buono e misericordioso, e nello stesso tempo sentiva che a causare la dolorosa Passione di Cristo furono anche i suoi peccati. Da quel giorno cominciò a meditare anche sulla vocazione, aveva 17 anni ed era studentessa di ragioneria. Cominciò a seguire la Messa ogni giorno, e fece amicizia con un'altra ragazza che frequentava quotidianamente la chiesa. Diplomatasi in ragioneria, si iscrisse ad economia e commercio, ma un giorno la sua amica la invitò alla professione religiosa di sua sorella, la quale era entrata in convento. Quando vide queste giovani suore, rimase incantata dalla luce quasi magnetica che emanavano i loro volti. Erano persone piene di gioia interiore, e questa gioia traspariva sui loro volti, una gioia che non si trova sulle facce delle persone mondane, anche se immerse nei divertimenti sfrenati del secolo. La gioia delle suore era una gioia vera. Così quella studentessa decise di fare un ritiro di alcuni giorni presso un convento. Fu un'esperienza straordinaria, le sembrava di stare in paradiso. Lì ebbe la conferma che la sua era vera vocazione. Finalmente aveva trovato la risposta a tutti i suoi interrogativi, ma soprattutto aveva trovato la pace interiore. Tornata a casa per sbrigare le ultime faccende, parlò della vocazione alla sua famiglia solo qualche settimana prima della partenza definitiva. Il 2 agosto successivo, nella festa della Madonna degli Angeli, entrò in convento dando l'addio al mondo e a tutte le sue vanità che non possono rendere felice il cuore umano. Nel silenzio della sua povera cella, piena di letizia spirituale, poteva finalmente ringraziare la Madonna Mediatrice di tutte le grazie per averle dispensato la grazia della vocazione religiosa, facendola così diventare sposa di Gesù Cristo.




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giovedì 25 marzo 2021

Soffrire con rassegnazione per amore di Gesù

Mi hanno scritto tante persone che soffrono materialmente o spiritualmente. A tal proposito vorrei farvi leggere uno scritto che ho rielaborato e tradotto in italiano moderno, tratto da “Pratica di amar Gesù Cristo”, di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa.

Questa terra è luogo di meriti e perciò è luogo di patimenti. La nostra vera patria è il paradiso, ove Dio ci ha preparato il riposo in un gaudio eterno. In questo mondo dobbiamo starvi breve tempo, ma in questo poco tempo molti sono i travagli che dobbiamo soffrire. Bisogna patire, e tutti patiscono: sia i buoni, sia i cattivi, tutti devono portare la propria croce. Chi la porta con pazienza si salva, chi la porta con impazienza si perde. Dice Sant'Agostino che con la prova del patire si distingue la paglia dal grano nella Chiesa di Dio: chi nelle tribolazioni si umilia e si rassegna al divino volere è grano per il paradiso; chi si insuperbisce e si adira, e perciò lascia Dio, è paglia per l'inferno. Gesù col suo esempio ci ha insegnato a portare con pazienza le croci che Dio ci manda. Il Profeta chiamò il nostro Redentore: Despectum, novissimum virorum, virum dolorum (Is. LIII, 3): l'uomo disprezzato e trattato come l'ultimo di tutti gli uomini, l'uomo dei dolori. Sì, perché la vita di Gesù Cristo fu tutta piena di travagli e di dolori. Così come Iddio ha trattato il suo Figlio diletto, così tratta anche ognuno che ama e riceve per suo figlio: Quem enim diligit Dominus castigat; flagellat autem omnem filium quem recipit (Hebr. XII, 6). Un giorno Gesù disse a Santa Teresa: “Sappi che le anime più care al Padre mio sono quelle che sono afflitte da patimenti più grandi.” La stessa santa dopo la morte apparve ad un'anima e le rivelò che godeva un gran premio in cielo, non tanto per le sue opere buone, quanto per le pene sofferte volentieri per amor di Dio.

Non vi è cosa che più piaccia a Dio quanto il vedere un'anima che con pazienza e pace sopporta tutte le croci che Lui le manda. Ciò fa l'amore, rende l'amante simile all'amato. Diceva San Francesco di Sales: “Tutte le piaghe del Redentore son tante bocche le quali ci insegnano come bisogna patire per Lui. Questa è la scienza dei santi, soffrire costantemente per Gesù; e così diverremo presto santi.” Chi ama Gesù Cristo desidera vedersi trattato come Gesù Cristo, povero, straziato e disprezzato. Il merito di un'anima che ama il Signore sta nell'amare e patire. Ecco quel che disse il Signore a Santa Teresa: “Pensi tu, figlia mia, che il merito consiste nel gioire? No, consiste nel patire e amare. Mira la mia vita tutta piena di pene. Figlia, sappi che chi è più amato da mio Padre, riceve maggiori travagli da Lui, e a ciò corrisponde l'amore. Mira queste piaghe, perché non giungeranno mai a tanto i tuoi dolori. Il pensare che mio Padre ammette alla sua amicizia gente senza travaglio è uno sproposito.” E aggiunge Santa Teresa per nostra consolazione: “Iddio non manda mai un travaglio che non lo paghi subito con qualche favore.”

Sarebbe un gran guadagno il patire tutte le pene che hanno sofferto i santi martiri, in tutta la nostra vita, per godere un sol momento di paradiso; or quanto più dobbiamo abbracciar le nostre croci, sapendo che il patire della nostra breve vita ci farà acquistare una beatitudine eterna? Momentaneum et leve tribulationis nostrae... aeternum gloriae pondus operatur in nobis (II Cor. IV, 17). Ciò induceva San Francesco a dire: “Tanto è grande il ben che aspetto, che ogni pena mi è diletto.” Ma chi vuol la corona del paradiso bisogna che combatta e soffra. Non si può aver premio senza merito, né merito senza pazienza. E chi combatte con maggior pazienza avrà un premio maggiore.

Ma parlando anche di questa vita, è certo che chi patisce con più pazienza gode più pace. Persuadiamoci che in questa valle di lacrime non può aversi vera pace di cuore se non da chi tollera e abbraccia con amore i patimenti per far piacere a Dio. Non il patire, ma il voler patire per amor di Gesù Cristo è il segno più certo per vedere se un'anima ama il Signore. Ecco quello che Gesù consiglia a chi vuole essere suo seguace, il prendere e portare la sua croce: Tollat crucem suam... et sequatur me (Luc. IX, 23). Ma bisogna prenderla e portarla non con ripugnanza, ma con umiltà, pazienza e amore. Un giorno Santa Gertrude domandò al Signore che cosa poteva offrirgli per fargli maggior piacere, ed Egli le rispose: “Figlia, tu non puoi farmi cosa più grata che sopportare con pazienza tutte le tribolazioni che ti si presentano.”

Un'anima che desidera di essere tutta di Dio deve abbracciare con avidità tutte le mortificazioni volontarie, e con maggior avidità e amore le involontarie, perché queste sono più care a Dio. Preghiamo il Signore che ci faccia degni del suo santo amore; che se perfettamente l'ameremo, ci sembreranno fumo e fango tutti i beni di questa terra, e ci diverranno delizie le ignominie e i patimenti.




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mercoledì 24 marzo 2021

Vocazione all'Amore?

Una lettrice si sente attrarre da Gesù alla vita religiosa. Ha ricevuto forse la "vocazione all'Amore" come Santa Teresina?

Caro D.,
               hai sempre belle parole!

Più il tempo passa, e più mi sento disposta a lasciarmi guidare fino alla fine. Cosa voglio dire?

Non so ancora cosa voglia da me il Signore, ma non demordo. Non sono mai stata così serena e così in pace con me stessa: desidero sempre più pregare e stare insieme al Signore invocando Maria e dall'altra parte sempre più aiutare i miei fratelli più bisognosi.

Sono davvero molto serena...e felice!!!! Non ho mai avuto relazioni così vive, così intense!!! È davvero indescrivibile. Quindi non temere, non demordo, ma soprattutto: ben venga condividere tutto questo con qualcuno, ad esempio te!

Sursum Corda!

(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              dalle lettere che mi scrivi noto che sei sempre più innamorata di Gesù buono e sei determinata a continuare il discernimento vocazionale nella speranza di comprendere di essere stata prescelta dal Redentore a divenire sua casta sposa. Che grazia enorme la vocazione religiosa! Spero con tutto il cuore che tu possa ricevere dal Signore questo dono inestimabile. Gesù è il miglior Sposo che una donna possa avere, perché Lui ama con un amore puro e disinteressato, e non maltratta mai le sue spose, al contrario di ciò che fanno non pochi uomini di mondo.

Se tutte le ragazze comprendessero ciò, con le lacrime agli occhi supplicherebbero il Signore il dono di poter entrare in qualche convento fervoroso e osservante. Fortunata te che stai comprendendo queste cose, altro che discoteche, carriera lavorativa, soldi e successo! Nell'ora della morte si perdono tutti i beni materiali accumulati, e rimangono solo le nostre buone o cattive opere fatte nel corso degli anni. In un monastero fervoroso e osservante è facile salvarsi l'anima e santificarsi, mentre nel mondo ci sono molte più occasioni di offendere Dio col peccato.

Ti incoraggio a perseverare nell'ascolto della volontà di Dio, spero che entro l'anno tu possa fare una bella esperienza vocazionale. Hai ragione a dire “sursum corda” (in alto i cuori), sì, dobbiamo innalzare i cuori a Dio, distaccandoci dalle cose della terra.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter




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lunedì 22 marzo 2021

Incompresa dai parenti

Tempo fa una lettrice mi confidò che molti amici e parenti non avevano accolto bene la sua decisione di abbracciare la vita religiosa.


Ciao D.,
              ebbene Sì!!! E' scoccato l'innamoramento! :o)  La Madre Priora del monastero ha confermato i miei "sospetti" (scusa se uso questo termine, ma come ben sai ero un po' refrattaria all'idea di abbracciare la vita religiosa), e mi ha detto che ho una vocazione bella forte. Affidandomi alle sue parole (giacché lei non le dice a vuoto, ma è responsabile dinnanzi al Signore delle persone che incontra nel suo cammino), ho detto "sì" al Signore.

Avevo deciso anche la data d'ingresso, e le sorelle mi avevano avvisato che avrei dovuto far fronte ad una serie di "bombardamenti" una volta tornata nel mondo... Ebbene, una volta tornata a casa, mi sono dovuta scontrare con le resistenze e le lacrime dei miei cari e della mia amica del cuore. […] So che finché sono nel mondo sarò in pericolo, e per questo nelle mie orazioni chiedo alla S. Vergine di conservarmi la grazia della vocazione. Ho capito che se voglio veramente spendermi per la Chiesa, la vita religiosa è l'unico modo per me. Spero di sentirti presto e di aver qualche buon consiglio da te su come vivere questi ultimi giorni che trascorrerò nel mondo. Ciao amico mio... avevi ragione tu: i compromessi con Gesù non servono... o tutto o niente!!!! :o)

A Gesù ho già detto il mio "sì" ... spero di non dover far "attendere" lo Sposo Celeste per troppo tempo....

Ti abbraccio in Cordibus Jesu et Mariae,
(lettera firmata)

P. S. ho molto timore di perdere la grazia della Vocazione. Ho compreso l'immensità di questo dono e non voglio sprecarlo, ma il mondo è una piovra che coi suoi tentacoli si insinua ovunque e tenta di tirarci giù... e io invece vorrei salire. Stammi vicino in questi giorni di "fuoco"... ho accennato questa cosa a tante persone, e i più non mi hanno capita. Spero di conservare questo immenso dono di Gesù, sono sicura che proprio tu (che sei stato lo "strumento" del Signore che mi ha indirizzata "a casa mia", cioè nel monastero in cui andrò) mi capirai e custodirai con me questo desiderio di unirmi quanto prima a Gesù. Ormai Gli ho fatto resistenza per troppo tempo. Sono in attesa di tue....


Cara sorella in Cristo,
                                      sono felice di sapere che la tua esperienza vocazionale sia stata positiva, e che hai deciso di entrare tra le monache del monastero di [...]. Sapere che ti hanno preso è una notizia che mi fa gioire interiormente. Fin dalla prima lettera che mi hai scritto ho sperato che Gesù buono ti catturasse in qualche monastero fervoroso, e finalmente ti sei arresa al suo smisurato amore per te. Se tu avessi donato il tuo cuore a un povero uomo della terra, ti confesso che mi sarei un po' preoccupato, poiché so che molti mariti fanno soffrire le proprie mogli, soprattutto a causa di maltrattamenti e tradimenti. Fortunatamente tu non avrai mai questi problemi, perché Gesù buono, il tuo futuro Sposo, è incapace di fare del male, può fare solo del bene. Che grande grazia essere sposa di Cristo! In quel monastero fervoroso e osservante sarà facile per te salvarti l'anima e accumulare innumerevoli meriti spirituali, mentre vivendo nel mondo è più facile dannarsi, come spiega Sant'Alfonso Maria de Liguori nei suoi preziosissimi scritti spirituali ed ascetici.

Per quanto riguarda le critiche che stai ricevendo dalle persone di mondo, non mi stupisco affatto, è una cosa "normale". I mondani hanno una visione materiale della vita, non comprendono le cose spirituali. Per loro è assurdo andare a rinchiudersi in un monastero di clausura, non riescono a capire a cosa servano. In realtà le suore di clausura sono utilissime all'umanità, poiché con le loro preghiere e penitenze ottengono da Dio innumerevoli grazie materiali e spirituali per tanta gente. Ogni tanto capita di sentire che una persona improvvisamente si è convertita e ha cominciato a praticare le virtù cristiane. Ma come è potuta accadere una cosa del genere, se quella persona non pregava mai? Come ha fatto ad ottenere la grazia della conversione? Probabilmente ad ottenerla è stata qualche sconosciuta suora di clausura, che dal suo monastero innalza incessantemente fervide preghiere al Signore per tutta l'umanità. Ah, se ci fossero più monasteri di clausura, il mondo sarebbe certamente migliore! Sarebbe meraviglioso se potesse sorgere un monastero in ogni paese! Tra l'altro, come tu stessa hai potuto notare, le suore fervorose sono le donne più felici della terra.

Quella che stai patendo è una vera e propria prova d'amore nei confronti di Gesù. Purtroppo, ci sono state delle ragazze che hanno preferito rinunciare a divenire suore, pur di non rattristare parenti ed amici. Io comprendo che il distacco dalle persone che si amano può essere doloroso, ma per amore di Cristo bisogna essere disposti a sopportare qualsiasi sacrificio.

“Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo San Cipriano. È proprio così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede. Insomma, è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama veramente Gesù. Coloro che lo amano poco, si arrendono, mentre coloro che lo amano assai continuano con ardore la battaglia. I martiri combatterono tenacemente e preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Perdere la vita terrena per salvare la vita eterna dell'anima. “Un'anima, un'eternità!”, diceva Santa Teresa d'Avila alle sue seguaci.

Rimandare la partenza per il monastero non mi sembra una buona idea. Non rimpiangere di lasciare il mondo traditore, che promette di far felici i suoi seguaci, ma non mantiene la promessa. Con tutta sincerità puoi dire così: “Mondo, mondo, ti ho conosciuto, non fai più per me! Addio mondo traditore, non mi rivedrai mai più!”

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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domenica 21 marzo 2021

Le false amicizie

Dagli scritti di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932)



DELLE FALSE AMICIZIE.

Ne esporremo la natura, i pericoli, i rimedi.

A) La natura. a) Le false amicizie sono quelle che si fondano su doti sensibili o frivole, mirando a godere della presenza e dei vezzi della persona amata. È dunque in fondo mascherato egoismo, perchè si ama uno per il piacere che si prova in sua compagnia. È vero che si è pronti a rendergli servizio ma per il piacere che si prova a maggiormente affezionarselo. 

b) S. Francesco di Sales ne distingue tre specie: le amicizie carnali, che cercano i diletti della voluttà; le amicizie sensuali, che si attaccano principalmente alle doti esterne e sensibili, "come il diletto di veder la bellezza, d'udire una voce soave, di toccare e simili"; le amicizie frivole, fondate su certe vane qualità che le teste piccole chiamano virtù e perfezione, come sarebbe di ballar bene, giocar bene, cantar bene, acconciarsi bene, sorridere con grazia, aver grazioso l'aspetto. 

c) Queste specie di amicizie cominciano generalmente all'età della pubertà; nascono dal bisogno istintivo che allora si prova di amare e di essere amati. Sono spesso una specie di deviazione dell'amore sessuale: fuori delle comunità tali amicizie si formano tra i giovani e le giovani, e quando vanno un po' troppo oltre, prendono il nome di innamoramenti. Nelle comunità chiuse si formano tra persone dello stesso sesso e si chiamano amicizie particolari. Si provano talora anche in età più avanzata; così certi uomini sentono affetto sensibile verso giovani che hanno giovanile e grazioso aspetto, indole aperta e amabili maniere. 

d) I segni caratteristici onde si riconoscono le amicizie sensibili, si desumono dall'origine, dallo sviluppo, dagli effetti. 

1) Quanto all'origine, cominciano repentinamente e fortemente, perchè provengono da simpatia naturale e istintiva; si fondano su doti esterne e brillanti o che almeno paiono tali; e sono accompagnate da emozioni vive e talora appassionate. 

2) Nel loro sviluppo s'alimentano di conversazioni talora di nessuna importanza ma affettuose, talora troppo intime e pericolose; di sguardi frequenti, che, in certe comunità, suppliscono alle conversazioni particolari; di carezze, di strette di mano espressive ecc. 

3) Quanto agli effetti, sono premurose, predominanti, esclusive; parebbe che debbano durare eterne; ma basta una separazione a cui seguono altri affetti per troncarle spesso molto bruscamente. 

B) I pericoli di queste specie d'amicizie sono evidenti. 

a) Sono uno dei più grandi ostacoli al progresso spirituale: Dio, che non vuole saperne di cuori divisi, comincia col fare interni rimprovero, e, se la sua voce non viene ascoltata, si ritira a poco a poco dall'anima, privandola di lumi e di consolazioni interiori. A mano a mano che queste affezioni crescono, si perde il raccoglimento interiore, la pace dell'anima, il gusto degli esercizi spirituali e del lavoro. 

b) Onde perdite considerevoli di tempo: il pensiero corre troppo spesso all'amico assente, e impedisce l'applicazione della mente e del cuore alle cose serie e alla pietà. 

c) Sottentra il disgusto e lo scoraggiamento; la sensibilità prende il sopravvento sulla volontà che diventa debole e languida. 

d) Sorgono allora pericoli per la santa purità. Si vorrebbe bene contenersi nei limiti dell'onestà, ma si pensa che l'amicizia dia certi diritti e si ammettono familiarità sempre più sospette. È pendìo sdrucciolevole, e chi si espone al pericolo finisce col soccombervi. 

C) Il rimedio sta nel combattere queste false amicizie fin dal principio, vigorosamente e con mezzi positivi. 

a) Fin dal principio, essendo allora più facile perchè il cuore non è ancora profondamente attaccato; con qualche energico sforzo vi si riesce, sopratutto se si ha il coraggio di parlarne al confessore e accusarsi delle minime debolezze. Aspettando, il distacco sarà assai più laborioso. 

b) Ma, per trionfare, occorrono provvedimenti radicali: "Tagliate, troncate, spezzate; non basta scucire in queste folli amicizie, bisogna stracciare; non basta scogliere i nodi, bisogna rompere o troncare". Quindi non solo non si deve andare a cercare colui che si ama in questo modo, ma schivar pure di pensare volontariamente a lui; e se talora non si può evitare di trovarsi in sua compagnia, bisogna trattarlo con gentilezza e carità ma senza fargli confidenze o dargli speciali segni d'affetto. 

c) A meglio riuscirvi si adoprano mezzi positivi, cercando di occuparsi e di immergersi più attivamente che sia possibile nella pratica dei doveri del proprio stato; e quando ciò non ostante si presenta alla mente il pensiero di colui che si ama, se ne coglie occasione per fare un atto d'amore verso Nostro Signore, dicendo per esempio: "Voi solo, o Gesù, io voglio amare, unus est dilectus meus, unus est sponsus meus in æternum", A questo modo uno si approfitta della stessa tentazione per maggiormente amar colui che solo si merita il nostro cuore.

3° DELLE AMICIZIE SOPRANNATURALI E NELLO STESSO TEMPO SENSIBILI. 

Avviene talvolta che nelle nostre amicizie vi è un misto di naturale e di soprannaturale. Si vuole veramente il bene soprannaturale dell'amico, ma si desidera nello stesso tempo di goderne la presenza, la conversazione, e si soffre troppo della sua assenza. Il che viene molto bene descritto da S. Francesco di Sales: "Si comincia con l'amor virtuoso, ma, se non si è molto prudenti, vi si mescolerà presto l'amor frivolo, poi l'amor sensuale, poi l'amor carnale; sì, vi è pericolo anche nell'amor spirituale se non si sta ben in guardia, benchè in questo sia più difficile di prendere abbaglio, perchè la sua purezza e il suo candore fanno rilevar meglio le sozzure che Satana ci vuol mescolare; onde, quando vi si mette, lo fa con maggior astuzia, tentando di insinuarvi le impurità quasi insensibilmente". Qui pure bisogna dunque vigilare sul proprio cuore e prendere mezzi efficaci per non scivolare sul pericoloso pendìo. 

a) Se predomina l'elemento soprannaturale, l'amicizia si può conservare e fomentare purificandola. Ma occorre prima di tutto astenersi da ciò che fomenta l'elemento troppo sensibile, conversazioni frequenti e affettuose, familiarità ecc.; bisogna ogni tanto sapersi privare di una visita, che sarebbe del resto legittima, e troncare una conversazione che diventa ormai inutile. A questo modo si acquista una certa padronanza sulla propria sensibilità e se ne schivano i pericolosi traviamenti. 

b) Se predomina l'elemento sensibile, bisogna, per alquanto tempo, rinunciare a ogni relazione particolare con quell'amico, fuori degli incontri necessarii; e in tali incontri sopprimere ogni parola affettuosa. Si lascia così raffreddare la sensibilità, aspettando che regni la calma nell'anima per riprendere le relazioni. Le nuove relazioni assumono allora un tutt'altro carattere; che se avvenisse altrimenti, bisognerebbe sopprimerle per sempre. 

c) In ogni caso, bisogna giovarsi di queste occasioni per rinvigorir l'amore a Gesù, protestando che non si vuole amare che in lui e per lui, e rileggere spesso i due capitoli VII e VIII del secondo libro dell'Imitazione di Cristo. Così le tentazioni ci si convertono in occasione di vittoria. 



[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]





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sabato 20 marzo 2021

Nutrirsi di Gesù

Ripubblico una bella lettera piena d'amore per Gesù buono...

Caro D.,
              come stai? Non so niente di te, a parte il carisma della tua anima che emerge dal blog, ma sento di avere un gran bisogno di amicizie spirituali. In questo mondo tecnologico e mirato al divertimento immediato, non è semplice trovare anime che vogliano anticipare il rapporto di amore spirituale del Paradiso già qui sulla terra. Per fortuna però, anche se rare, ci sono!

Come procede la tua Quaresima? Io sto cercando di viverla come meglio posso, impegnandomi nel correggere giorno dopo giorno i miei vizi, i miei errori e i difetti ai quali sono maggiormente incline. Tenterò di confessarmi una volta a settimana per rimanere più perfettamente nella grazia di Dio, rifiutando categoricamente di offenderLo volontariamente anche con il più piccolo gesto. In questi giorni, dopo un breve periodo di grave aridità spirituale, Gesù ha voluto portare nel mio cuore un vento di primavera che ha inebriato la mia anima, destandola dal dubbio e dal timore, irrorandola del Suo immenso amore. In certi momenti mi sembra di danzare tra le dolci note della Sua voce e vorrei trovarmi già in Paradiso a contemplarLo, ad adorarLo per l’eternità. Ma sono ancora qui sulla terra e allora mi chiedo come possa vivere nel modo migliore per farLo felice. Darei qualsiasi cosa per asciugare anche una sola lacrima dal Suo dolcissimo viso, per consolare la terribile sofferenza che gli uomini Gli infliggono con il peccato e con l’indifferenza. O quanto arde il mio cuore di questo desiderio! Quanto ancora, Gli chiedo, dovrò vedere quanto la gente ignora il Suo amore? Vedere quanto Lo ignorano subito dopo averLo ricevuto nella Santissima Eucaristia? È un pensiero che mi consuma il cuore: Lui vivo e vero, il Dio eterno e infinito, piccolo piccolo nell’Eucaristia perché ci ama troppo! Ogni giorno, prima di alzarmi dall’umiliazione delle mie ginocchia per andare a riceverLo, chiedo alla Madre Santissima di preparare il mio cuore, di fare spazio liberandolo dalle cose superflue, lasciando solo l’amore sincero che provo per Lui: non la parte egoistica che Lo cerca per interesse dell’anima, ma quella che ricerca solo il Suo piacere e la Sua consolazione. Così la dolce Mamma del Cielo lo trasforma in un caldo giaciglio in cui Lo ricevo. Non posso che riceverLo in ginocchio, ma avanzando verso l’altare penso che non sono degna neppure di raggiungerLo a testa bassa, ma piuttosto vorrei strisciare sulle ginocchia fino a Lui. Perché io sono il nulla che deve ricevere il tutto. E poi, una volta in me, esplodo d’amore. Sento tutta la Sua potenza invadermi, mentre Gli ripeto di nutrirsi del mio povero cuore, di insegnarmi ad amarLo. E sprofondo sempre più in Lui, mi perdo interamente in Lui e vorrei non dovermi mai più ritrovare! Per questo soffro tanto nel vedere le indifferenze degli uomini. Il nostro cuore è già fin troppo poco per ricambiare il Suo amore! In queste ultime settimane ho avuto nel cuore una consapevolezza: voglio essere Sua, ma temo che passerà ancora un po’ di tempo. Condivido quella che forse è una vocazione del Signore con una mia cara amica spirituale. Anche lei ha la vocazione nel cuore e le nostre strade camminano parallele. Condividiamo un passato turbolento, immerso nel peccato e nei travagli della vita. Ma siamo anche entrambe innamorate di Gesù. […] Non ho altro scopo se non quello di darmi interamente a Gesù, per sempre su questa terra e per l’eternità nel Paradiso. Ho preso la mano della Santissima Vergine e sono certa che Lei mi condurrà per la giusta via, facendomi bella per il Suo divin Figlio. […].

Un saluto fraterno in Gesù e Maria, sei nelle mie preghiere e che Dio ricolmi di benedizioni te e le tue buone opere!

(lettera firmata)




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venerdì 19 marzo 2021

Vocazione e carità verso i poveri

Una lettrice del blog mi ha confidato di voler abbracciare la vita religiosa e di dedicare il resto della sua vita ad aiutare il prossimo...

Caro D.,
               non so se ti ricordi di me, ti ho scritto molto tempo fa! In realtà non so nemmeno perché ti scrivo questa lettera... sento però la necessità di farlo, quindi eccomi qui! Seguo giornalmente il tuo blog e sono molto felice di sapere che ci sono tanti ragazzi e ragazze che bramano abbracciare la vita religiosa, come me del resto! Non so ancora dove il mio cammino mi porterà, ma non vedo l'ora di spiccare il volo e raggiungere la felicità completa tra le braccia di Gesù!

Sono in discernimento vocazionale da un anno ormai, ho conseguito la laurea e sono impaziente di fare qualche esperienza nei diversi ordini per capire come servire al meglio il mio Gesù! Da tempo ho capito che il mio desiderio è quello di servirLo ed amarLo nei poveri... è lì che Lo trovo, Lo curo, Lo accudisco! E' il servizio caritatevole che mi riempie il cuore della Sua grazia, della Sua luce e della Sua gioia!! Ho parlato di questo mio desiderio con il mio padre spirituale ed ho espresso anche i miei dubbi sul fatto che temo che tutto ciò sia troppo oltre le mie capacità e forze, ma lui mi ha rassicurata dicendomi che la grazia di nostro Signore mi sosterrà nella fatica e nella difficoltà!

Ti chiedo di sostenermi con la preghiera, io ti ricordo nella mia. :)
Un caro abbraccio,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    il tuo direttore spirituale ti ha dato una saggia risposta. È proprio così, il Signore quando chiama qualcuno alla vita religiosa, gli dà anche la grazia necessaria per adempiere la propria vocazione. In realtà, senza l'aiuto di Dio, noi esseri umani non possiamo fare nulla di buono.

Sono contento che hai terminato l'università, adesso spero che tu possa fare qualche esperienza vocazionale per comprendere qual è l'ordine religioso in cui dovrai servire il Signore e il prossimo. È bellissimo il tuo desiderio di aiutare i poveri, l'importante è che tu stia alla larga da coloro che hanno adottato una mentalità secolarizzata. In questa società scristianizzata c'è un grosso pericolo, il quale consiste nel fare opere di beneficenza che non sono delle vere opere di carità. Adesso mi spiego meglio: le opere benefiche fatte senza lo spirito del Vangelo sono “spiritualmente vuote”, perché si cerca di fare del bene al prossimo senza il desiderio di portarlo a Cristo. Insomma, si tratta di sterile filantropia, non di carità cristiana; si tratta di due cose molto diverse. Qual è la differenza? Ecco quel che diceva in proposito Padre Giuseppe M. Leone: “La carità è amore verso Dio e verso il prossimo, la filantropia è amore solo verso l'uomo; la filantropia è naturalistica e materialistica e i filantropi molto spesso, mentre "proclamano giustizia, legge, onestà", violano "ogni legge umana e divina". La carità è, invece, la "regina delle virtù", perché mette prima Dio e poi gli uomini, sicché di "matrice divina" è l'amore verso questi ultimi.”

Se sei alla ricerca di un buon ordine religioso dedito a opere di carità nei confronti dei bisognosi, ti consiglio di contattare le Servidoras. Resterai colpita dall'entusiasmante e gioioso zelo apostolico di queste suore. Le donne che desiderano fare un'esperienza vocazionale presso questo ordine religioso, possono chiedere informazioni scrivendo all'indirizzo: vocazione@servidoras.org

Spero di esserti stato di qualche utilità. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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giovedì 18 marzo 2021

Desiderare la perfezione cristiana

Il primo mezzo che deve prendere una religiosa per giungere alla perfezione ed esser tutta di Dio, è il desiderio della perfezione. Bisogna desiderare di raggiungere il maggior grado di santità a cui si può arrivare. Chi non desidera di giungere ad ottenere il tesoro della perfezione, sembrandogli troppo dura la fatica per ottenerla, resterà sempre negligente nella sua tiepidezza, senza mai fare un passo nella via di Dio. Anzi, chi non desidera e non si sforza di avanzare nella via del Signore, come dicono tutti i maestri di spirito e come insegna l'esperienza, andrà sempre indietro e si porrà in gran pericolo di perdersi. Nella via dello spirito, il non andare avanti equivale all'andare indietro. Dice Sant'Agostino che la vita di un buon cristiano è un continuo desiderio della perfezione: "Tota vita christiani boni sanctum desiderium est". Sicché colui che non conserva nel cuore il desiderio di farsi santo, sarà cristiano, ma non buon cristiano. E se ciò vale generalmente per tutti, specialmente vale per i religiosi, i quali, benché non siano obbligati ad essere perfetti, ciò nonostante devono in modo speciale tendere alla perfezione, come insegna San Tommaso d'Aquino. Insomma, così come non c'è uomo che giunga alla perfezione di qualche scienza o arte, se prima non desidera ardentemente di raggiungerla, così non c'è stato mai santo che sia giunto alla santità senza un gran desiderio di conseguirla.




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mercoledì 17 marzo 2021

Abbracciare la vita religiosa

Sono contento che ci sono ancora tante persone che ardono d'amore per Gesù e desiderano donargli il proprio cuore. Ecco un'e-mail che mi scrisse una ragazza prima di entrare in convento.


Carissimo fratello in Cristo,
                                             ho una bellissima notizia da darti: venerdì andrò a Segni per iniziare l'aspirantato!!!!!!  Mancano solo pochi giorni, ti rendi conto? A me non sembra vero che tra pochissimo sarò in convento...non puoi immaginare quanto sono felice, credo che scoppierò dalla gioia quando arriverò lì... Finalmente io e Gesù potremo fidanzarci "ufficialmente" e sarò tutta Sua! E' davvero una gioia immensa pensare che entrando in convento compirò finalmente la Sua volontà, quello che Lui desidera da prima che io nascessi; forse così Gli farò piacere e asciugherò una Sua lacrima di dolore per i nostri peccati. Ormai lo sai che non desidero altro che farGli piacere e amarLo per chi non Lo ama. Finalmente potrò realizzare pienamente questi miei desideri! Non si può spiegare a parole quello che provo, bisogna averla provata una gioia così per poterla capire. Ti chiedo solo di unirti alle mie preghiere alla Madonna, affinché Ella prepari il mio cuore ad accogliere il Signore. Voglio che Gesù lo riempia d'amore vero e delle Sue virtù, rendendolo sempre più simile al Suo perchè sia un po' più degna di essere la Sua fidanzata e perchè possa esserGli sempre fedele in vita e amarLo eternamente il Paradiso.

Ti ringrazio ancora di tutto quello che hai fatto per me ;) sicuramente adesso ricorderò ancora di più te e tutti i lettori del blog, specialmente durante l'Adorazione al SS. Sacramento, quando potrò parlare liberamente con Gesù.

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     sono contentissimo di sapere che tra pochi giorni partirai per il convento!

Sapere che presto vivrai in una casa religiosa mi riempie di gioia. Sono felice per te, ma soprattutto sono felice per Gesù buono. Io voglio che tutti amino il Redentore Divino con tutto il cuore e con tutte le proprie forze. Per questo motivo gioisco quando qualcuno abbraccia la vita consacrata. Sì, anche nel mondo si può amare il Signore con tutto il cuore, ma è più difficile perché ci sono molte distrazioni, dissipazioni e tentazioni. Nel mondo la gente pensa ai soldi, alla carriera, al successo, ai divertimenti, agli svaghi, eccetera. Pochi sono coloro che pensano solo a dare gusto a Dio.

In convento potrai assistere ogni giorno alla Santa Messa celebrata devotamente dai zelantissimi sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato. Il Concilio di Trento insegna che la Messa è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio di Cristo, cioè al momento della Consacrazione si rinnova lo stesso sacrificio che il Redentore compì sul Calvario come vittima di espiazione per i nostri peccati. Per questo motivo la Messa è l'atto di culto più importante che possiamo dare alla Santissima Trinità. Purtroppo, in molte chiese la Messa viene celebrata male, ad esempio utilizzando dei canti non adatti a un rito sacro. Fortunatamente lì dalle Servidoras la Messa viene celebrata bene, si respira davvero un'atmosfera sacra.

Inoltre a Segni potrai fare ogni giorno un'ora di adorazione Eucaristica! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un devoto libretto intitolato “Visite al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima” che contiene delle bellissime meditazioni piene d'amore per Gesù e la Madonna. Come sarebbe bello poter stampare milioni di copie di questo devoto libretto e diffonderle gratuitamente tra i cristiani, nella speranza che possa crescere l'amore per il Santissimo Sacramento.

Uno dei motivi per cui sono contento che entrerai tra le Servidoras, è che potrai avere una buona preparazione ascetica e dottrinale. Purtroppo, spesso nelle scuole statali (e anche in molte scuole private) certe materie vengono insegnate in maniera irreligiosa. Ad esempio la filosofia viene insegnata in modo da distruggere i principi del cristianesimo. Lì a Segni scoprirai gli errori filosofici e morali che spesso vengono insegnati nelle scuole.

Entrare in convento a 18 anni è davvero una grazia immensa. Che io sappia, tra le varie lettrici del mio blog che hanno abbandonato il mondo, tu sei la più giovane di tutte! Gesù buono è stato particolarmente generoso con te, ma adesso per ricompensa devi amarlo assai assai. Devi ardere d'amore per Colui che ti ha prescelta per divenire sua sposa. Pensa che nel mondo ci sono tante altre ragazze migliori di te che però non hanno avuto il dono della vocazione religiosa. Ecco perché devi essere immensamente grata per essere stata prescelta. Nell'ora della morte comprenderai meglio quanto grande sia stata la grazia di essere diventata suora e di aver donato il tuo cuore a Dio. La vita su questa terra finisce presto, il nostro scopo è di salvarci l'anima. In un buon istituto religioso è molto facile vivere da veri cristiani, salvarsi l'anima e andare così in Cielo ad amare Dio per tutta l'eternità.

Ti confesso che quando mi hai scritto la prima volta e mi hai detto che avevi solo 16 anni, ero un po' preoccupato perché non sapevo se saresti riuscita a perseverare. Ricordo bene che hai dovuto superare tante difficoltà prima di giungere al sospirato momento della partenza. Immagino che le prove più terribili sono state quelle interiori, e cioè i dubbi che avevi sull'autenticità della vocazione. Sono contento che sei riuscita a sconfiggere queste pericolose tentazioni. Purtroppo, tante altre persone si sono lasciate ingannare dal demonio e hanno scartato la chiamata alla vita religiosa. Che grave perdita!

Quando sarai inginocchiata nella cappella conventuale in adorazione di Gesù Sacramentato, ti chiedo (se vorrai) di supplicare il tuo Fidanzato di “catturare” tanti altri giovani alla vita consacrata. Pensa quante ragazze della tua età vivono paganamente, come se Dio non ci fosse, e col cuore attaccato alle discoteche, alle mode, ai cosmetici, ai cinema, alle mondanità, alle cose materiali e a tutte le altre cose vane della terra. Che vita triste vivere lontano da Gesù buono! Per questo motivo bisogna cercare di strappare al mondo più anime possibili e donarle al Signore. Ma come possiamo fare? Con l'arma più forte di tutte: la preghiera. In “Storia di un'anima” si legge che Santa Teresina pregò il Signore di “catturare” la sorella di una novizia, ed effettivamente dopo poche settimane quella ragazza si sentì attrarre improvvisamente alla vita religiosa ed entrò in monastero. Una vera sposa di Gesù non deve accontentarsi di amare ardentemente il proprio Sposo, deve desiderare che il Signore sia amato ardentemente anche dagli altri. Bisogna supplicare il Re del Cielo di donare la vocazione a tanti altri giovani, e di dar loro l'aiuto necessario per perseverare in convento per tutto il resto della loro vita. Tra l'altro c'è tanto bisogno di numerosi missionari che vadano ad evangelizzare quei popoli che ancora non conoscono Gesù. Che grande grazia abbiamo avuto nel nascere in famiglie cattoliche che ci hanno fatto ricevere il battesimo da bambini! Pensa se fossimo nati in Cina, in Giappone o in Congo, in qualche famiglia non cristiana. Ah, poveri noi!

Carissima in Cristo, parti con gioia per Segni, che bella sorte poter entrare in un buon istituto religioso a 18 anni! Se il nemico del genere umano dovesse tentarti facendoti venire nostalgia del mondo, non farti ingannare, resisti con tenacia! Se le suore hanno accettato di accoglierti, è perché durante l'esperienza vocazionale che hai fatto tra loro hanno visto che hai dei concreti segni vocazionali. Dunque, tu non sei fatta per il mondo (in questa società materialista saresti come un pesce fuor d'acqua), sei fatta per fare la suora, il tuo habitat naturale è il convento (o il monastero, se deciderai di passare nel ramo contemplativo dell'istituto). Solo Cristo Re merita di possedere tutto il tuo cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter




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martedì 16 marzo 2021

Dal seminario al convento

Tempo fa un ragazzo mi ha scritto per dirmi di voler uscire dal seminario "poco ascetico" che stava frequentando. Aveva in mente di entrare in un buon ordine religioso...

Gentile Cordialiter,
                                sono un tuo lettore da anni, ma questa è la prima volta che ti scrivo. Mi chiamo [...], ho 27 anni e sono un seminarista [...]. Pur essendo al secondo anno di filosofia, e quindi avere già ben definito un certo percorso, in realtà non mi sento felice dove mi trovo. Inoltre, come potrai immaginare, diversi punti mi lasciano perplesso: sia in termini di formazione spirituale che scolastica, trovo che non siano assolutamente adeguati ad educare al meglio dei futuri preti. Per non parlare poi di pettegolezzi e cattiverie che di certo non aiutano a conservare la serenità interiore. Conoscendo anche certi modi di ragionare che possono condizionarmi negativamente, sono giunto alla conclusione che probabilmente è meglio cambiare aria, anche se in tanti mi vogliono convincere del contrario. [...] Volevo un tuo parere in merito, oltre ad un consiglio per non rischiare di perdere la vocazione. Grazie.

In Corde Matris,
(Lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                 ti confesso che ho ricevuto varie e-mail da parte di seminaristi delusi dal clima "poco ascetico" che si respira in certi seminari. Ci sono dei problemi anche da un punto di vista dottrinale, infatti certi teologi affermano delle vere e proprie eresie, ad esempio negano la Risurrezione di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia, l'essenza sacrificale della Messa, la perpetua verginità della Madonna, il peccato originale, l'esistenza del purgatorio, l'esistenza del diavolo, l'eternità dell'inferno, l'inerranza della Sacra Scrittura, l'infallibilità del Papa quando definisce un dogma, l'invalidità delle ordinazioni sacerdotali delle donne, l'immoralità della fornicazione, ecc.

Che fare? Se in seminario c'è qualche pericolo per l'anima (ad esempio l'insegnamento basato sugli scritti dei teologi modernisti), si è più che giustificati ad andarsene via per trovare un posto migliore, anche contro il parere del direttore spirituale (i manuali di ascetica insegnano che quando una guida spirituale dà dei consigli cattivi, bisogna lasciarlo). Infatti in un seminario del genere c'è il rischio di diventare come i modernisti.

Sono contento che vuoi passare in un ordine religioso fervoroso e osservante (come consigliava S. Alfonso Maria de Liguori). Lì potrai facilmente vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, oltre a ricevere una buona preparazione dottrinale. Inoltre potrai anche trovare un nuovo direttore spirituale, qualora tu ritenga necessario sostituire quello attuale.

Fai attenzione a non farti “nemici” tra gli attuali superiori del seminario. Se decidi di andartene, non dire che te ne vai per il pessimo clima del seminario, devi dire soltanto che ti senti attratto dalla vita religiosa, altrimenti potresti avere dei “problemi”, come è capitato ad altri ragazzi.

Coraggio, anche altri ex seminaristi hanno fatto ciò che hai in mente di fare tu, e adesso sono felici!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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lunedì 15 marzo 2021

Innamorata del "Fidanzato"

Tra le persone che mi scrivono ci sono anche varie studentesse liceali, le quali generalmente sono tra le più motivate ad abbracciare la vita religiosa. Ecco la lettera di una di queste ragazze...

Carissimo D.,
                       ti scrivo per darti una notizia meravigliosa: probabilmente durante le vacanze di Pasqua farò la mia prima esperienza vocazionale! E' da molto tempo che lo desidero e prego il Signore per questo. Non so ancora se questa sarà la mia strada, ma ogni giorno che passa sento crescere in me il desiderio di donarmi tutta a Gesù e Maria, e "segretamente" mi considero fidanzata con Lui. Desidero passare qualche giorno ancora più vicina a Gesù che spero tanto mi voglia prendere presto tutta con Sé. L'unica cosa che un po' mi preoccupa è il fatto che non ho un padre spirituale che possa aiutarmi a capire la Volontà del Signore, come ti ho scritto l'ultima volta ho accennato qualcosa al mio parroco ma poi non gli ho detto più niente perchè c'è un qualcosa che mi trattiene dal parlargli apertamente, quindi per adesso mi confido solo con te e con suor [...].

I miei genitori lo sanno, ma non parlo molto con loro di queste cose...anche se non si oppongono alla vocazione, però hanno una visione un po' diversa e non riescono a capire fino in fondo quello che provo. Mi dicono che ho "troppa fretta" e che dovrei aspettare a fare un'esperienza vocazionale perchè magari sono tutti "castelli in aria", e mettono continuamente in evidenza i miei tanti errori. A volte mi rimproverano dicendo che devo vivere nella realtà in cui sono chiamata in questo momento e lo vedono come un'evasione. Io però penso che questo mi aiuti a vivere più profondamente le cose di tutti i giorni e non ho nessuna intenzione di "evadere". Loro ci tengono che finito il liceo faccia l'università, ma io sento sempre più chiaramente che la mia strada è un'altra e non voglio rimandare a lungo il "matrimonio" con Gesù, se questa sarà la Sua volontà. Capisco la loro preoccupazione, ma amo tanto il Signore e voglio amarLo sempre di più, solo abbandonandomi in Lui mi sento sicura e felice, anche se è vero che ho ancora molta strada da fare prima di diventare santa... A volte sento di amarlo così tanto che mi sembra di scoppiare, mi batte forte il cuore come se fossi innamorata di qualcuno, e non posso far altro che piangere per sfogare la grandissima gioia che ho dentro. Allo stesso tempo mi sento così piccola e debole che mi sento indegna di essere Sua sposa e non capisco perchè abbia scelto proprio me, quando ci sono tante altre che potrebbero amarLo molto di più... Mi metto nelle sue mani con tutta la mia piccolezza, ci penserà Lui a fare di me quello che più Gli piace.

I momenti di difficoltà sono tanti e spesso penso di aver sbagliato tutto e di essere superba nel credere di avere la vocazione, ma ciò che mi dà certezza che non sto sbagliando è che passate queste prove, l'amore per Lui e il desiderio di essere Sua per sempre diventa più grande, e tanti piccoli "regali" della mia Mamma del Cielo sembrano mandati apposta per incoraggiarmi ad andare avanti...sono cose apparentemente insignificanti che noto solo io, ma mi danno tanta forza.

Ultimamente la scuola è un grande peso per me e non vorrei che questo influenzasse la mia scelta, il Rosario che recito tutte le mattine mi aiuta molto e cerco di viverla il più serenamente possibile impegnandomi con tutta me stessa, e chiedo al Signore di vederLo anche lì....cosa per niente facile!

Avrei altre cose da dirti ma non posso dilungarmi troppo, continuo a ricordare te e tutti i lettori del blog nella preghiera, anche tu prega per me perché possa fare la volontà di Dio.

Un caro saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   sono felicissimo di sapere che probabilmente trascorrerai le feste pasquali in un buon ordine religioso. Lì potrai vivere intensamente i giorni della Settimana Santa e meditare con più fervore sulla dolorosa Passione del Redentore Divino.

Non è facile trovare in giro dei buoni direttori spirituali con cui confidarsi. Insegnano i manuali di ascetica che affinché la direzione spirituale sia efficace c'è bisogno che il direttore ispiri fiducia. Se non c'è fiducia, è difficile aprire il proprio cuore, quindi la direzione è inutile. Dunque, quando troverai un sacerdote dotto, caritatevole e prudente che ti ispira fiducia, allora potrai parlargli della vocazione. Dove trovarlo? So che lì dove andrai per l'esperienza vocazionale ci sono anche dei buoni sacerdoti che potranno aiutarti.

Non preoccuparti del fatto che i tuoi genitori non riescono a comprendere quello che senti dentro di te. È una cosa normale, loro infatti sono persone sposate, quindi non sono esperte in questioni che riguardano la vocazione religiosa, si tratta di un argomento in cui non hanno nessuna competenza e nessuna esperienza. Ecco perché San Tommaso d'Aquino diceva che sul tema della vocazione non bisogna chiedere consiglio ai genitori. Fai bene a cercare di evitare di parlare con loro di questo argomento. E comunque, quando non sono d'accordo con te, non devi preoccuparti, ti basterà dire con mansuetudine e pacatezza che se eventualmente la tua non è una vera vocazione, te ne tornerai a casa dopo pochi giorni, come hanno fatto altre ragazze. Infatti, difficilmente una persona è capace di resistere in convento senza avere la vocazione. Ma questa è solo una cosa da dire ai tuoi genitori per tranquillizzarli, perché in realtà io nutro moltissime speranze che la tua sia vera vocazione. È da oltre un anno che mi scrivi, se fosse stato solo un fuoco di paglia, avresti già cambiato idea da tempo, e invece sei ancora qua a parlarmi del tuo desiderio di consacrarti a Dio. Cos'è che mi fa essere così fiducioso sulla tua vocazione? Sono le motivazioni che mi hai raccontato in tutti questi mesi. Infatti la vocazione si valuta principalmente per la retta intenzione del candidato, e tu mi hai detto che vuoi entrare in convento per vivere più unita a Gesù, per consolarLo, per donarti a Lui, per dedicarti alla salvezza delle anime, per poter vivere il cristianesimo in maniera più profonda... insomma per amare con più intensità Dio e il prossimo. Spetterà alle superiore dell'ordine valutare la tua vocazione, ma io credo proprio che ti accoglieranno a braccia aperte; anzi, apertissime!

Approfitto dell'occasione per incoraggiarti a perseverare, e per porgerti cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter




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domenica 14 marzo 2021

Rinunciare al matrimonio per abbracciare il sacerdozio cattolico

Mi hanno scritto alcuni carabinieri desiderosi di abbracciare il sacerdozio cattolico. Prima, però, è necessario lasciare la propria fidanzata. Ecco una delle lettere che ho ricevuto da "uomini in divisa"...

Buonasera, mi chiamo […] e le scrivo da […]. Ho 29 anni e da circa dieci, sono nell'Arma dei Carabinieri. In passato non ero un assiduo praticante cattolico […], poi 3 anni fa mi sono fidanzato con una ragazza che frequentava la parrocchia di […] con il coro parrocchiale, pian piano ho iniziato anche io ad avvicinarmi seppur con titubanza alla Chiesa, a non saltare più la messa domenicale […]. Alla fine quasi si erano invertiti i ruoli cioè io trainavo lei. Quest'esperienza condivisa con lei, mi ha certamente lasciato un segno indelebile e ho potuto veramente toccare con mano la potenza della preghiera per le anime ma anche per il corpo. Il vero significato della pace e della pienezza nella preghiera. Cerco tutti i giorni di dire il Rosario, ne sento la necessità e quasi l'obbligo nei confronti della Vergine, sento il bisogno di andare spesso in Chiesa a pregare, insomma gran parte della giornata i miei pensieri sono rivolti al Signore. In parrocchia ho stretto un profondo legame con il parroco, tanto è vero che insieme abbiamo creato il gruppo dei ministranti che non esisteva e che sta riscuotendo successo tra i ragazzi. Insomma provo gioia nel dedicarmi alle altre persone, inoltre avverto brividi ogni volta che ricevo l'Eucarestia, e vedendo il sacerdote capita che senta un desiderio di poterlo imitare nella celebrazione....

Ora alla mia ragazza e alla sua famiglia voglio un gran bene, stiamo progettando il matrimonio, ma tanti dubbi mi assalgono. E se il Signore mi chiamasse ad una vita diversa? Ma poi, lasciare il lavoro, la sicurezza e tutto il resto, ho dubbi atroci che mi fanno star male. […] Il mio sacerdote è bravo ma non mi dà tanta fiducia come direttore spirituale anche perché è ordinato da pochi anni... ma chi è all'altezza di farlo? e se deludo gli altri, i miei genitori... insomma mille dubbi. Spesso penso al passo del Vangelo sul giovane ricco... non vorrei rifiutare la vocazione, ma la scelta da compiere è radicale...

Mi perdoni per il mio lungo sfogo e le chiedo un consiglio e una preghiera per me. Grazie infinite.


Carissimo,
                  dammi pure del tu, mi trovo più a mio agio. È davvero edificante sapere che un ragazzo con un lavoro sicuro e una brava fidanzata, sia disposto ad abbandonare tutto pur di abbracciare il sacerdozio cattolico. Io spero con tutto il cuore che sia fatta la volontà di Dio, qualunque essa sia. Adesso per te è giunta l'ora delle scelte cruciali della vita, ed è di fondamentale importanza fare la scelta giusta, ossia quello che vuole Nostro Signore Gesù Cristo, Re d'immensa maestà. Come fare a capirlo? Ti consiglio vivamente di fare un ritiro spirituale in qualche monastero di stretta osservanza. Immerso nel silenzio e nella preghiera, sarà facile raccoglierti interiormente e ascoltare quel che Dio ti sussurra al cuore. Una volta deliberato lo stato di vita, bisogna eleggerlo senza esitazioni, e andare avanti senza tornare più sulla scelta presa. Quando il comandante della caserma dà un ordine, i soldati devono obbedire immediatamente e senza fiatare. Allo stesso modo, quando Dio manifesta la propria volontà, bisogna obbedirgli prontamente come fanno i militari.

La Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo, ha urgentemente bisogno di numerosi e santi sacerdoti che zelino il bene delle anime per la maggior gloria di Dio. Hai fatto bene a non eleggere come tuo padre spirituale un sacerdote che pur essendo buono non ti sembra adatto a dirigerti. Nella tua provincia puoi trovare dei sacerdoti ben preparati, che possono dirigere con carità e competenza la tua anima. Ecco dove puoi trovarli: […]. Ti conviene andare a trovarli di persona e dire loro più o meno le stesse cose che hai detto a me (per essere sicuro di non essere ascoltato da altre persone puoi anche confidarti durante la Confessione). Spero tanto che tu possa fare anche un'esperienza vocazionale presso i loro monasteri. Lì sarà più facile capire quel che il Signore ha desiderato per te fin dall'eternità.

Pregherò volentieri la Virgo Fidelis affinché ti aiuti in questo momento decisivo per la tua vita, inoltre ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale e ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter




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sabato 13 marzo 2021

Una donna nubile

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Tempo fa una gentile lettrice mi ha scritto per dirmi...

Caro Cordialiter,
                           da un paio di mesi sono una tua fedelissima lettrice. Da quando ho scoperto questo tuo blog, ogni volta che accedo a internet, la prima cosa che faccio è leggere i post, le lettere e le tue risposte. E questo capita ormai tutti i giorni :-)

Non sai quanto mi siano di aiuto, quindi non devi scoraggiarti e nemmeno pensare di arrenderti e chiudere il blog! Se non avessi avuto il coraggio di scriverti sarei una delle tantissime lettrici di cui non sapresti mai l’esistenza, e quindi non sapresti fin dove può arrivare il bene che fai!

Mi chiamo [...] ho 39 anni e risiedo in [...]. Non ho figli e non sono sposata. La mia vera conversione di fede l’ho vissuta a 32 anni [..] mi è caduto letteralmente il velo che avevo davanti agli occhi! E’ indescrivibile l’Amore di Dio e la sua Misericordia che ho percepito in quel momento! [...] ho iniziato a piangere e a singhiozzare senza alcun motivo! Mi sono scoperta una grande peccatrice e ho continuato a piangere per un bel po' di tempo... ma un pianto liberatorio perché avevo la certezza di avere lasciato tutti i peccati! E sono rinata. [..] Seguendo quello stato d’animo, ora come ora, penso che se avessi avuto una guida spirituale avrei forse seguito un'altra strada. [...] Prima della conversione conducevo una vita piena di peccati (discoteca, cinema, etc.) ma ora non mi sento più attratta da queste cose.

[…] Ho iniziato a leggere “Storia di un’anima” di S. Teresina e il diario di S. Faustina ed è stato molto edificante per la mia anima! Al più presto leggerò anche “Le Glorie di Maria” e “Pratica di amar Gesù Cristo” di S. Alfonso Maria de Liguori, come consigli tu a tante anime che ti scrivono.

[...] Mi confesso regolarmente e devo dirti la verità, anche io fatico a trovare un buon confessore...non ho mai fatto un ritiro/esercizio spirituale, e mai nessun sacerdote me lo ha consigliato! Soltanto leggendo il tuo blog scopro l’importanza di questa esperienza. Vorrei tanto poterla fare, ma dove? Mi potresti consigliare un posto nelle mie vicinanze?

[...] Fin da giovane non mi vedevo e non mi vedo tuttora sposata a nessun uomo di questa terra. Solo quando vado in chiesa sono veramente in pace con me stessa, con Dio e con il mondo. Lì sì, che mi sento protetta e serena! Spero che avrai qualche buon consiglio anche per me. Grazie di cuore!

Cari saluti in Gesù e Maria,
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento che hai voluto scrivermi. Privatamente ti ho inviato una lunga lettera che spero ti sia stata di qualche utilità. Qui, pubblicamente, voglio dirti che mi è piaciuta la storia della tua conversione. Quante lacrime di compunzione hai versato! Sono contento che non frequenti più discoteche e altri luoghi pericolosi per l'anima.

Forse il mondo ti giudica una “fallita” perché non ti sei sposata e non hai formato una famiglia. Ma i veri falliti sono coloro che vivono stabilmente in peccato mortale e muoiono senza sincero pentimento. Io vedo invece che tu hai dei sentimenti da vera cristiana, dunque non ti considero affatto una fallita. Chissà, se tu fossi stata una donna stimata dal mondo, forse adesso vivresti come una pagana, lontano da Gesù Cristo. La sofferenza è un dono di Dio, infatti vedo che ti ha fatto maturare buoni propositi. Coloro che vogliono sposarsi, devono avere cura di scegliersi un coniuge timorato di Dio, perché se sventuratamente scegliessero una persona che vive il cristianesimo in maniera annacquata, il matrimonio è destinato con molta probabilità a naufragare, come dimostra l'esperienza. Apprezzo la tua decisione di rimanere nubile, infatti le donne sposate in genere pensano a piacere ai propri mariti, mentre quelle che volontariamente decidono di non sposarsi possono dedicarsi più facilmente alle cose spirituali, cioè a piacere a Dio.

Ti incoraggio a vivere il cristianesimo in maniera fervorosa e profonda. Dio lo merita!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Redentore e Maria Corredentrice,

Cordialiter




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