Le donne che sentono nel proprio cuore di avere la vocazione matrimoniale, ma non riescono a trovare un fidanzato cristiano, possono leggere il seguente annuncio di un uomo che sta cercando una moglie davvero fedele agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Cliccare qui per leggere l'annuncio.


venerdì 12 marzo 2021

Pentirsi dei peccati commessi

Una studentessa liceale mi ha scritto che si è pentita dei peccati commessi e ha cominciato a riflettere sullo stato di vita da eleggere...


Buongiorno, mi chiamo [...], sono una ragazza di 17 anni, mi permetto di darti del Tu perché ho letto che lo preferisci.. Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog che spesso leggo e mi è di aiuto. Quest'anno devo iniziare la quarta superiore (faccio il liceo classico), però è da qualche mese che mi sento confusa, per parlare di questa mia confusione però devo fare un passo indietro e raccontarti cosa mi ha portato a ciò: sono cresciuta in una famiglia credente, e fin da quando ero piccola sono sempre andata in chiesa, ho sempre creduto, ho sempre voluto bene a Gesù ma come glielo volevano tanti altri bambini, infatti non mi rendevo conto della sua importanza e tante volte preferivo giocare piuttosto che pregare (ma questo credo che sia normale per una bambina), crescendo mi sono un po' allontanata da Gesù, ci credevo ma non avevo più voglia di andare a messa, di confessarmi, ecc. All'età di 15 anni ho cominciato a non vedere più di buon occhio la Chiesa, mi sembrava così diversa da Gesù, e ogni tanto dicevo "sì, esiste qualcosa, ma non so se esiste il Dio che ci espone la Chiesa, non so se Gesù sia proprio Dio o solo un uomo o un profeta", però le preghiere le dicevo sempre, non molte ma pregavo. Ci sono stati due anni in cui ho fatto cose di cui mi sono pentita. Sono cose che molti adolescenti fanno ma mi sono accorta che sono sbagliate. [...] Però se devo essere sincera mi sentivo usata, mi sentivo un oggetto, non volevo essere così. Poi quest'anno [...] mi sono confessata, mi veniva da piangere, infatti  quando sono tornata a casa sono scoppiata in lacrime però mi sentivo più libera. Qualche giorno dopo la confessione è maturata in me l'idea di diventare suora e mi sento portata per la vita apostolica, però non ne sono sicura, sono molto dubbiosa, ho scritto anche a una suora che mi ha risposto ad alcune mail ma è da 2 mesi che non la sento .. Io non so che fare, ogni tanto penso al matrimonio, ma tra le persone che io conosco non c'è quasi nessuno che crede, e poi quando penso al matrimonio sento un dispiacere perché sento di volere diventare suora, voglio aiutare le persone dal punto di vista spirituale e materiale, vorrei che tutti sapessero che Gesù ama ognuno di noi e che non si è mai soli. Inoltre molte volte quando i miei amici fanno certi discorsi io non mi trovo per niente d'accordo e penso "questo non è il mio posto" ma allo stesso tempo voglio molto bene […]. Mi affascinano anche tanto le vite dei santi e tante volte penso che vorrei essere come loro. Io non so qual è lo stato di vita che devo eleggere, sono confusa però spero tanto che Gesù mi chiami ad essere una religiosa […] mi piacerebbe fare un'esperienza vocazionale ma non ho il coraggio di dirlo ai miei genitori, loro sono cattolici e da quando ho ripreso ad andare a messa vengono anche loro con piacere tutte le domeniche, ma non credo che a loro farebbe piacere se io diventassi suora. Inoltre sono molto confusa quindi non so ancora se quella è la mia strada .. In ogni caso io sono disposta a dire "sì" a Dio qualunque cosa mi chieda di fare. Scusa se la mail è lunga, spero di non averti annoiata. 
Un saluto, che Dio ti benedica 
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                         ho letto con molto interesse la tua e-mail.

Piangere dopo la Confessione è una consolazione spirituale che Dio dà in dono ad alcune anime che si sono sinceramente pentite dei peccati commessi e gli hanno chiesto umilmente perdono nel Sacramento della Riconciliazione. Quando una persona si confessa bene, cioè con vero pentimento, spesso sente sensibilmente una grande pace interiore. Tutte le ricchezze materiali della terra non valgono nulla in confronto alla pace della coscienza. Come è buono Dio! Ci perdona sempre se ci pentiamo sinceramente delle nostre colpe e le confessiamo umilmente. Con i nostri peccati offendiamo un Dio che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, che grande ingratitudine! Ma il Signore è il più buono dei padri, e accoglie sempre a braccia aperte il peccatore che torna pentito ai suoi piedi. Davvero la Santissima Trinità merita tutto il nostro amore! Come si fa a non amare un Dio così buono? Eppure la maggioranza dei cristiani vive pensando poco o niente al Signore e alla sorte eterna che le spetterà dopo la morte. Ecco cosa scriveva in proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagatella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno! O uomo, stenti tanto per dannarti, e nulla vuoi fare per salvarti!”

Anche se sei ancora una studentessa liceale, stai facendo benissimo a riflettere su quel che Dio desidera che tu faccia. È molto importante fare la scelta giusta circa l'elezione dello stato di vita, altrimenti le cose andranno male e si vivrà infelicemente, come vivono tante donne che hanno fatto la scelta sbagliata, cioè scegliendo ciò che non era la volontà di Dio.

Visto che sei ancora all'inizio del cammino di discernimento vocazionale, il mio consiglio è di impiegare questo tempo per rafforzarti spiritualmente facendo delle buone letture spirituali che ti faranno progredire molto nello sviluppo della vita interiore.

Per esempio potresti leggere “Imitazione di Cristo”, che è un grande classico del cattolicesimo. Questo libro è una miniera d'oro di consigli ascetici che ti faranno meditare e maturare molto spiritualmente.

Un altro libro che consiglio spesso è “Le Glorie di Maria”, scritto da Sant'Alfonso Maria de Liguori. Si tratta del testo più bello che ho letto sulla Madonna. È importantissimo essere devoti della Beata Vergine Maria, poiché ella è la Mediatrice universale di tutte le grazie che Dio ci dona, e chi non è suo devoto è moralmente impossibile che si salvi l'anima, perché è come se chiudesse il canale delle grazie (così insegnano San Bernardo di Chiaravalle, Sant'Alfonso e tanti altri santi).

Molto edificante è anche “Storia di un'anima”, l'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux. Se vuoi posso consigliarti altri buoni libri spirituali da leggere.

Coraggio, continua a seguire Cristo Redentore, non te ne pentirai giammai!

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter




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giovedì 11 marzo 2021

Matrimonio o vita religiosa?

Ripubblico un'interessante lettera di una studentessa universitaria...

Ciao, caro "fratello in Cristo" come piace scrivere a te, o semplicemente "fratello", come piace scrivere a me! :)

E' da un po' che non ti scrivo. Volevo informarti che ti leggo quotidianamente, e vorrei ringraziarti quotidianamente per il tuo servizio mediatico, tanto prezioso quanto consolatore. Io sto ancora in fase di discernimento, mi sono informata sui vari ordini che più mi potrebbero interessare, ma ho paura che non siano per me e che non siano fervorosi. Per il momento ho deciso che continuo il mio percorso da laica, ma sottolineo "per il momento". […] Io so solo che, più tempo passa, più mi "piace" l'idea di consacrarmi e, più tempo passa, più credo di non provare il desiderio di diventare madre e di sposarmi. Può darsi che la mia mente abbia proprietà di autoconvincimento eccezionali, ma attraverso le mie letture, ho capito che dedicarsi laicamente al marito e ai figli è bello quanto "rischioso", in quanto si toglie di conseguenza tempo al nostro Dio, alla preghiera, all'edificazione, al sacrifico, alle buone opere di evangelizzazione o anche solo di carità. […] In queste settimane non ho parlato con nessuno di tutto ciò, anche se una persona l'ha capito da sola. So solo che ho difficoltà ad aprirmi anche con i religiosi ed i consacrati che conosco, perché li reputo poco disponibili e sensibili, semplicisti, moderni e modernizzanti […]. Ho difficoltà così a trovarmi un padre spirituale. Pensa solo che l'ultima volta che mi sono confessata, un sacerdote mi ha deriso [...].

È una lotta continua anche a casa, con i miei familiari che mi vogliono inserita professionalmente, dedita al matrimonio e alle cose politiche ed economiche di questo mondo. Siamo tutte pedine che hanno in mente passaggi diversi ma lo stesso obiettivo comune, correndo all’impazzata, urtando gli avversari, cercando per sé consensi, denaro e sicurezza materiale. Perfino i miei parenti hanno idee religiose molto dissacranti e, per quanto io mi faccia in quattro per raddrizzarli nella fede, senza sapere niente della mia vocazione mi sento dire in tono dispregiativo che "sono io quella che si vuole fare suora, non loro". Ovunque mi giri vedo persone lontane da Dio […]. Non mi resta che pregare Maria che interceda e "muova" più di quanto io riesco a fare con le mie serie parole.

[…] Avevo in mente di scriverti da tempo, ora che l'ho fatto mi son resa conto di averti scritto troppo, ma sono contenta perché vedo in te un'anima affine, affidabile e generosa. La mia vita lentamente sta cambiando, e anche i miei pensieri e la mia visione delle cose. Sono convinta che il Signore stia spazzando via le "foglie secche" dalla mia strada, per farmi meglio andare avanti. Vorrei lasciarti dicendoti che non reputo giusto scriverti parlandoti solo di me; non voglio che tu ti senta di doverti aprire per forza con me né con altri, voglio solo che tu sappia di poterlo fare in qualsiasi momento, anche solo per un confronto, perché mi piacerebbe essere anche io di aiuto a te.

Che Maria possa pregare per te in qualsiasi momento della tua vita, e che lo Spirito Santo possa illuminarti sempre!

Ciao,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                 ho letto con interesse la tua lettera che ritengo molto importante. Ecco per punti ciò che sento di dirti:

- Secondo me, prima di andare in Trentino, sarebbe meglio fare un'esperienza vocazionale in un buon ordine religioso. La mia preoccupazione è che una volta che una persona incomincia a lavorare, diventa più difficile abbandonare tutto e seguire la vocazione, come purtroppo sta accadendo ad altre lettrici del blog.

- Sono contento che sta aumentando il tuo desiderio di donarti a Dio, mentre sta svanendo il desiderio di sposarti e diventare mamma. Mi spiego, il matrimonio è una cosa buona, ma San Paolo lo consigliava solo alle persone che per propria negligenza sono incontinenti. Lui preferiva che le persone vivessero in castità, ma ovviamente non costringeva nessuno; si tratta infatti solo di un consiglio, non di un precetto. Tra l'altro diceva ciò che hai compreso anche tu, e cioè che le donne sposate pensano a piacere ai propri mariti, mentre quelle che per amor di Gesù decidono di restare nubili, hanno più possibilità di dedicarsi alle cose spirituali, le quali sono le più utili all'anima.

Sul tema del matrimonio devo dirti anche che è facile trovare delle donne cristiane pentite di essersi sposate. Purtroppo certi mariti maltrattano le mogli e tantissimi le tradiscono (il Vangelo insegna che basta guardare un'altra donna con desiderio impuro per aver già commesso adulterio nel proprio cuore). Poi ci sono le liti con suocere e cognate, i dolori del parto, gli strapazzi per la cura della casa, i figli che si ribellano, la sete di accumulare ricchezze da lasciare in eredità, le gelosie del consorte, ecc. Insomma è consigliabile non sposarsi ed essere più liberi di dedicarsi alla vita devota e alla salvezza dell'anima.

- Purtroppo, è vero che oggi non è facile trovare preti e religiosi con cui confidarsi su temi spirituali. Ah, come sarebbe bello poter avere un San Francesco di Sales come proprio direttore spirituale!

- Ciò che mi hai detto al riguardo della confessione è molto importante. Sai cosa ti dico? Stai facendo bene! Come tu stessa hai capito, un cristiano che si limita a non commettere peccati mortali (uccidere, bestemmiare, rapinare, eccetera), ha una visione superficiale della vita di fede. È davvero molto positivo il tuo desiderio di emendarti anche dai peccati veniali. Pur essendo colpe leggere che non uccidono l'anima, sono comunque delle offese a Dio. Inoltre indeboliscono l'anima, la quale rischia di cedere più facilmente al peccato mortale.

Le impazienze in genere sono peccati veniali, ma bisogna combatterle lo stesso. I santi restavano sereni anche in mezzo alle sciagure. Se noi non lottiamo contro le impazienze "veniali" rischiamo di diventare come le persone irascibili che per cose da nulla vanno in escandescenza e poi bestemmiano, prendono a bastonate il prossimo, o fanno qualche altra cosa di moralmente grave. Quindi ti consiglio di continuare a seguire la via della perfezione cristiana correggendoti anche delle colpe veniali e delle imperfezioni. Purtroppo, oggi è difficile parlare di ascetica, si viene subito accusati di essere "cattolici all'antica" se non addirittura “fondamentalisti”.

Fortunatamente dalle tue parti ci sono anche dei sacerdoti ben preparati e di vita devota, se vuoi posso dirti dove trovarli.

- Sant'Alfonso piangeva nel constatare il rilassamento tra i religiosi (per non parlare del clero diocesano). Anche oggi c'è da piangere. Ovviamente ci sono anche sacerdoti e religiosi che vivono santamente. Che possiamo fare noi poveri fedeli laici? Non ci resta che pregare il Signore di inviarci santi sacerdoti e pii religiosi.

- Ti ringrazio per la tua disponibilità ad aiutarmi se ne avrò bisogno. Ti confesso che in passato ho preso tante di quelle delusioni che ormai ho imparato a confidare solo nell'aiuto di Dio. Difficilmente mi confido con qualcuno, e comunque lo faccio con molta prudenza. Però, vedo che noi parliamo lo stesso linguaggio, quindi sarò lieto di rivolgermi a te in caso di bisogno di qualche consiglio. Che bello poter usufruire gratuitamente del consulto di una psicologa! :-)

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter




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mercoledì 10 marzo 2021

Innamorarsi di Dio

Una giovanissima ragazza mi ha scritto una bella lettera che pubblico volentieri...

Caro Cordialiter, è da un paio di mesi che seguo il tuo blog, l'ho trovato su internet mentre cercavo informazioni sugli ordini religiosi. Io, solitamente, detesto stare sul computer, ma il tuo Blog lo seguo volentieri! Perdonami se ti do subito del tu, ma vedi, anche se non ti ho mai scritto è come se ti conoscessi e fossi uno dei miei migliori amici, perché nelle parole che scrivi e nei consigli che dai a tante ragazze che come me amano Gesù tanto da voler divenire sue spose, io sento il Cristo che c'è dentro di me! Scusa se non mi sono presentata, mi chiamo [...], ho 15 anni e vivo a [...]. 


Vedi, io come tante altre prima di me, sento la chiamata di Gesù, egli chiamandomi mi culla e mi accarezza come un padre con la bimba, e mi chiama non a essere madre di famiglia, ma sposa di un grande Signore! Io ho 15 anni ora, ma ho fatto in tempo a fumare, frequentare brutte compagnie, essere volgare nel linguaggio, amare le cose materiali e tante altre pessime cose che ora detesto...

Circa un anno e mezzo fa Gesù ha bussato alla porta del mio cuore, e piano piano io gli ho aperto. Però, le cose non sono semplici, io sono minorenne e i miei genitori non sono ancora abbastanza credenti e non hanno purtroppo la giusta fede in Dio per accogliere con gioia questo dono che Gesù mi ha fatto. Abito in un piccolo paese e non ci sono gruppi di giovani o liturgici. La prima persona con cui mi sono confidata è stato il mio parroco, nel quale riponevo stima e fiducia, ma costui non è la persona più adatta. Gli ho chiesto un giorno perché era diventato sacerdote, magari le sue parole potevano essermi di aiuto, e lui in tutta serietà mi ha risposto: "Perché ho fatto un grande sbaglio". Gli ho chiesto di darmi il titolo di una buona lettura spirituale, presentandogli alcuni titoli che ho trovato sul blog, e lui: "Io non leggo questi libri”, e poi ha aggiunto: "Basta leggere queste cose! Leggiti un bel romanzo!” In quel momento i miei occhi sono diventati lucidi.

[…] Sono in contatto con una Servidoras, sempre grazie al tuo blog. Grazie davvero per tutto ciò che fai! Il tuo Blog e le tue parole sul Signore hanno contribuito non solo ad aumentare la mia fede, ma anche a comprendere la volontà di Dio sulla mia anima! Perdonami se ti ho fatto perdere tempo ma ci tenevo così tanto a scriverti e a dirti che sono felice di sapere che ci sono altre persone che come me lottano per amore di Gesù! Come ti dicevo, Gesù piano piano è entrato nel mio cuore prima come un amico e adesso mi invita ad essere sua sposa! Quello che provo non so come si chiama, io credo sia sbagliato dire che è sentimentalismo, non è qualcosa di morboso o ossessivo, ma qualcosa come quell'amore che si ha tra fratelli, fra madre e figlio! O forse nemmeno, perché l'amore che io sento per Gesù è più grande! Sembra quasi come gli adolescenti quando sono innamorati, la prima settimana di "fidanzamento" sono come un solo cuore e una sola anima, poi invece... Con Gesù anche io sento di essere quasi una sola anima con lui, ma la cosa non persiste solo per una settimana ma è presente in me dal giorno in cui il mio cuore l'ha conosciuto!

Grazie per avermi ascoltato, avevo bisogno di scriverti! Pregherò per te e per tutti i lettori del Blog.

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        la tua lettera mi è piaciuta molto, poiché mette in luce la grande misericordia di Gesù buono, il nostro amorevole Redentore. Tu eri una persona che viveva mondanamente e offendevi il Signore coi tuoi peccati, ma Egli, nella sua infinita misericordia, ti ha donato la grande grazia della conversione, facendoti capire la bruttezza degli sbagli fatti in precedenza. Chissà quante lacrime di compunzione hai versato nel meditare sull'immenso amore di Dio nei tuoi confronti! Oh, quanto vorrei che tutte le ragazze della tua età comprendessero che lo scopo su questa terra non è quello di diventare ricche, belle e famose, sfrenandosi nei divertimenti mondani! In realtà siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, nella speranza di salvarci l'anima e andare in Cielo ad amarlo per sempre. Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo, la nostra vera Patria è il Paradiso, ma dobbiamo impegnarci per meritarlo, evitando di peccare e praticando le virtù cristiane. La nostra vita in questo mondo è solo una prova, cioè dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo con tutto il cuore e sopra ogni cosa, osservando i suoi Comandamenti. Purtroppo, tanta gente vive paganamente, attaccando il cuore alle cose materiali che svaniranno nell'ora della morte. Ma Gesù nel Vangelo ci ha ricordato che non giova a nulla guadagnare il mondo intero, se poi si perde l'anima propria. Dobbiamo pensare sempre che tutto è vanità delle vanità, fuorché amare e servire il Signore.

Sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di divenire sposa di Gesù Cristo. Lui è il miglior sposo che una donna possa avere, poiché è un bene infinito. Gli uomini della terra spesso tradiscono e fanno soffrire le proprie mogli, invece Gesù consola le sue caste spose con delle ineffabili gioie spirituali che valgono molto di più delle false gioie dei mondani. È meraviglioso sentirsi attrarre dalla vita religiosa già a 15 anni, anche Santa Teresa di Lisieux e tante altre sante hanno sentito la chiamata di Gesù in giovanissima età. Questa però è anche un'impegnativa prova d'amore. Infatti, mente una ragazza maggiorenne può tranquillamente abbracciare la vita consacrata anche se i suoi genitori sono contrari, invece una ragazza minorenne deve avere il loro permesso, oppure attendere di compiere i 18 anni. Purtroppo, molte giovani ragazze non hanno saputo perseverare nella vocazione, l'hanno persa, e sono rimaste nel mondo dove hanno condotto una vita poco cristiana. Ecco perché dico che avere la chiamata a 15 anni è una prova d'amore, perché per amore di Gesù bisogna sopportare tanti ostacoli e rimanere fedeli alla vocazione, costi quel che costi. Coloro che rimangono fedeli sino alla consacrazione, dimostrano di amare davvero il Signore con tutto il cuore e sopra ogni altra cosa. Coraggio, combatti come un valoroso soldato per difendere strenuamente la vocazione! In cambio della tua fedeltà, Dio ti ricompenserà abbondantemente, nessuno può superarlo in generosità.

Come tu stessa hai notato, non è facile trovare una buona guida spirituale con cui confidarsi. A volte capita che persino dei preti scoraggino i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che costoro sono stati ordinati senza avere la vocazione o senza sapere che cosa fosse la vocazione. Sant’Agostino addirittura diceva di non aver mai visto degli uomini più perversi e profondamente corrotti di quelli che son diventati cattivi nella vita religiosa. Preghiamo per la loro conversione, c'è tanto bisogno di sacerdoti santi e zelanti.

Sono felicissimo di sapere che sei in contatto con una suora delle Servidoras. Io ho molta stima di queste religiose, apprezzo tantissimo il loro fervore, la loro gioiosa carità fraterna e il loro zelo per la salvezza delle anime.

Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione qualora volessi farmi delle domande. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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martedì 9 marzo 2021

Vocazione a 34 anni?

Lasciare una persona che si ama da tempo può essere una scelta dolorosa ma necessaria. Tempo fa una ragazza di 34 anni mi disse che doveva lasciare il fidanzato e abbracciare la vita religiosa...

Ciao, mi chiamo [...], ho compiuto da poco 34 anni e ti scrivo dalla provincia di […]. Vorrei, prima di tutto, farti i miei complimenti per il tuo blog che trovo meraviglioso ed utilissimo! Poi, avendo in questo momento davvero poco tempo per scriverti, e necessità abbastanza urgente di avere delle informazioni importanti, mi limiterò a farti la mia domanda, ma con la promessa che non appena avrò un pochino di tempo ti parlerò della mia esperienza! Sto attraversando un periodo terribile per la scelta dello stato di vita, terribile perché fidanzata da quasi 6 anni con un ragazzo meraviglioso che amo tantissimo, ma interiormente lacerata dall'eventualità di doverlo lasciare a causa di una probabile mia vocazione alla vita religiosa! Detto così sembra una cosa priva di senso e fondamento, ma quando ti spiegherò come stanno le cose allora capirai! Scusami per averti dato direttamente del "tu" e per essermi permessa di scriverti così di fretta senza nemmeno raccontarti la mia storia, ma sono davvero a corto di tempo libero anche se non lo sarò ancora per molto! La mia domanda riguarda i conventi o i monasteri di stretta osservanza presenti nel Lazio per poter fare un'esperienza vocazionale!

Con affetto sincero ti ringrazio dal profondo del cuore e ti abbraccio nei SS. Cuori di Gesù e Maria.
(Lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo Redentore,
                                                            accetto volentieri il “tu”, anzi lo preferisco. Mi ha fatto molto piacere ricevere la tua lettera. Sono contento che ti senti attratta dalla vita religiosa, e a 34 anni sei ancora in tempo per poterla abbracciare, ma bisogna agire senza indugi.

Apprezzo moltissimo la tua saggia decisione di voler fare un'esperienza vocazionale per eleggere lo stato di vita che il Signore ha designato per te.

Ogni persona deve riflettere attentamente su qual è la propria vocazione designata da Dio. Sposarsi contro la volontà del Signore è una scelta assurda poiché si vivrà male in quello stato e di conseguenza si farà soffrire anche il proprio coniuge.

Nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato un ottimo convento di stretta osservanza presente in una provincia limitrofa alla tua.

Carissima, ti incoraggio ad adempiere con ardore alla vocazione alla quale ti senti attratta dal Signore. È troppo importante vincere questa battaglia spirituale, poiché da essa dipenderà il tuo futuro su questa terra e soprattutto nell'aldilà. Il demonio, il mondo e la carne faranno di tutto per farti rinunciare alla vita religiosa, ma tu devi sentirti forte come un valoroso soldato in battaglia e combattere con coraggio. Il vero amore si dimostra nel saper soffrire per la persona amata. Il tuo futuro Sposo ti ha dimostrato il suo amore morendo inchiodato alla croce per te, adesso tu devi dimostragli il tuo amore sopportando con rassegnazione il dolore del distacco dal mondo e dai tuoi cari. Immagino che non sarà facile lasciare il tuo fidanzato, ma dovrai farlo per amore di Gesù buono.

Con l'aiuto del Redentore Divino e della Corredentrice ce la farai a superare questo momento di difficoltà. Un giorno, quando finalmente sarai diventata suora, ricorderai con un sorriso questi momenti di dolore.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria e rimango a tua disposizione per qualsiasi cosa.

Cordialiter




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lunedì 8 marzo 2021

Ardente desiderio della salvezza delle anime

Ogni vero seguace di Gesù Cristo deve ardere dal desiderio della salvezza eterna delle anime, le quali sono state pagate a caro prezzo dal Redentore Divino versando il suo Preziosissimo Sangue inchiodato crudelmente alla Croce del Golgota.

Per abbracciare lo stato di vita religioso è necessario avere dei buoni fini spirituali (non si entra in convento per motivi materiali). Tra i segni più certi di una vera vocazione religiosa vi è la volontà di dedicarsi alla salvezza delle anime. Le penitenze, le mortificazioni, le lunghe ore di preghiera che si sogliono praticare nei monasteri di stretta osservanza, servono non solo alla propria santificazione, ma anche alla conversione delle anime dei secolari. Pensiamo all'importantissimo apostolato delle eroiche suore di clausura. Ogni tanto si sente dire in giro che qualche giovane più o meno scapestrato, si è improvvisamente convertito ed è diventato un fervente cattolico praticante. Queste conversioni non avvengono per caso, sono il frutto delle preghiere e dei sacrifici di anime devote, magari nascoste nella clausura dei monasteri (come avvenne per la sorprendente conversione di Mons. Ketteler). Per rinvigorirsi nel desiderio del bene spirituale del prossimo, è raccomandabile leggere le biografie dei grandi santi che hanno sopportato enormi sofferenze per potersi dedicare alla salvezza delle anime. Pensiamo ad esempio a San Francesco Saverio, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Luigi Orione, San Massimiliano Maria Kolbe, Santa Teresa di Lisieux, San Francesco d'Assisi, San Paolo Apostolo e tanti altri zelanti soldati di Gesù Cristo.

Quindi il vero cristiano deve impegnarsi secondo le proprie capacità per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio. E Sant'Agostino ci avverte che chi salva un'anima si assicura la salvezza della propria.




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domenica 7 marzo 2021

Una donna con prole può avere la vocazione?

Ho notato che c'è tanta gente sposata che se potesse tornare indietro abbraccerebbe la vita religiosa. In effetti la vita matrimoniale è molto difficile, e San Paolo la consigliava solo a coloro che per propria negligenza non riescono a vivere in castità. Ecco quel che mi ha scritto una signora sposata, mamma di una figliola.

Gent.mo Cordialiter,
                                  navigo spesso in internet, ma oggi finalmente sono riuscita a trovare un blog che parla di vocazioni. Mi chiamo [...], ho 36 anni e vivo in provincia di [...]. La mia è una storia ricca... sì, molto ricca, ma di delusioni. All'età di 19 anni sentii in me un amore profondo, una sensazione indescrivibile, verso Dio... verso il Cuore di Gesù. Non ebbi però la fortuna di trovare accanto a me una guida spirituale che mi aiutasse a trovare il cammino più consono, e non ebbi appoggio in famiglia. Il tempo passava e conobbi una persona, con la quale intrapresi un cammino di coppia anche su consiglio dei miei genitori, pensai subito che fosse un disegno di Dio dal quale non potevo sottrarmi (pensai che me lo avesse messo Lui sul mio cammino). Dopo qualche anno mi sposai ed ebbi subito una bellissima bambina, sì... sono mamma, ma la vita coniugale diventava giorno per giorno sempre più un inferno. Tutto quello che una donna non merita, io l'ho ricevuto in quell'anno. Mi separai e rimasi sola... mi dedicai in tutto e per tutto alla mia bambina. Dio solo sa quante notti ho pregato la Madonna per aiutarmi ad essere una brava e buona mamma... quante preghiere...

[…] Dal papà della mia bambina divorziai... ebbi anche momenti difficili con la fede. Incontrai un altro uomo e nell'ingenuità del mio essere pensai che mi amasse davvero per come diceva, invece anche questa volta fu un fallimento completo. Ora sono passati anni... vivo sola con mia figlia... partecipo alla messa, prego, accompagno mia figlia alla vita cristiana e prego sempre per la sua vocazione... e ho un'Amica speciale accanto a me, questa amica speciale è Maria, la Mamma di Gesù. […] Io so che Lei, la Madonna, è accanto a me sempre, anche nei momenti di sconforto... e per sentirLa io devo pregare... e pregare... e pregare... affido a Lei il cuore della mia bambina. Ora arrivo al dunque... è da un bel po' di tempo che sento, e la parola più giusta è violentemente e ossessivamente, mattino, pomeriggio, sera e notte quel "qualcosa" che mi chiama... che cerca di attirarmi a sé... so che non sto utilizzando i termini corretti, forse un po' perché avvolta dalla paura di quello che mi sta succedendo e perché sono in piena consapevolezza di quello che dovrei fare ma che non posso... sono una donna divorziata.... e con una bambina [...] ma il cuore di Gesù ha quel qualcosa che fa battere il mio cuore e vivere ardentemente la mia anima. E' la prima volta che scrivo e che rivelo a qualcuno ciò che ho nel profondo. Le chiedo cortesemente se potesse riuscire a darmi una mano a capire ciò che posso fare.

Con affetto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio di avermi scritto, spero di poterti essere di qualche aiuto. Anche se non ti conosco, ci tengo assai all'anima tua. Il motivo? Il mio Re si è immolato in croce anche per te, pertanto desidero ardentemente che tu possa salvarti l'anima e magari raggiungere anche la perfezione cristiana. Mi hai detto che hai fatto degli errori in passato, ma vedo che adesso sei disposta a fare quel che Dio desidera da te, quindi puoi guardare al futuro con molta speranza di vivere il resto della tua vita da buona cristiana. Se il matrimonio era stato celebrato solo civilmente, allora non ci sono problemi nel divorziare, poiché innanzi agli occhi di Dio, se almeno uno dei due coniugi era cattolico, quei matrimoni non hanno nessun valore. Se invece il tuo matrimonio è stato celebrato con rito religioso, devi sapere che in casi gravi come l'adulterio o dure percosse, il coniuge innocente può chiedere al vescovo diocesano la separazione (che è una cosa diversa dal divorzio). Hai notizie dell'uomo che sposasti? Vive da solo? Inoltre devi sapere che esistono vari casi che rendono nullo un matrimonio, pertanto aprendo una causa presso il tribunale ecclesiastico potrebbe essere possibile ottenere l'annullamento. Ma ipotizziamo che il tuo matrimonio non sia annullabile e che colui che sposasti sia ancora vivo. Anche in questo caso non devi pensare che non ci sia una soluzione al tuo caso. Fortunatamente non ti sei più risposata e non convivi con un altro uomo; questo fatto facilita molto le cose. Dio è incapace di allontanare da sé un cuore umiliato e contrito che lo cerca con amore. Se tu sei pentita degli errori fatti in passato, credo sia possibile trovare una soluzione per poter riaccostarti ai sacramenti. 

Leggendo la tua lettera mi è parso di capire che ti piacerebbe abbracciare la vita religiosa. :-) Allora, per quanto riguarda l'età, devi sapere che certi istituti religiosi difficilmente accettano donne che hanno superato i 35 anni, ma ce ne sono alcuni molto buoni e fervorosi che invece accettano donne di tutte le età. Quindi su questo punto non c'è problema. Per quanto riguarda il fatto che hai una figlia, non è un problema insormontabile. Quanti anni ha la bambina? Vive sempre con te oppure a volte sta col papà? Sappi che ci sono altre persone che sono entrate in convento pur avendo figli. Non mi riferisco solo a “ragazze madri” e a persone vedove, ma anche a persone sposate. Sì, hai capito bene, anche una persona sposata può entrare in convento, ma c'è bisogno di una dispensa ecclesiastica, e anche del consenso scritto del coniuge. Ad essere sinceri non è semplice ottenere la dispensa ecclesiastica, la soluzione più facile sarebbe di ottenere prima la dichiarazione di nullità del matrimonio da parte del tribunale ecclesiastico, perché come ti ho già detto, ci sono vari motivi che rendono nullo un matrimonio (cioè non è mai stato valido innanzi a Dio). Per il momento non parlare con nessuno del tuo desiderio, altrimenti potrebbero pensare che sei una donna che tenta di sfuggire dalle proprie responsabilità, e alcuni potrebbero addirittura pensare che si tratti di una follia. Il nemico del genere umano tenterà di scoraggiarti per poi farti allontanare da Gesù. Io invece ti incoraggio a sistemare canonicamente la questione del tuo matrimonio e poi sarai libera di eleggere lo stato di vita al quale ti senti attrarre. Certamente dovrai affrontare molte difficoltà, ma se ciò è volontà di Dio, ci penserà Lui ad aiutarti a superare tutti gli ostacoli. Insomma, se Gesù ti vuole come sua sposa, farà di tutto per aprirti le porte del convento. Nulla è impossibile a Dio. È bellissimo sapere che stai pregando affinché Gesù doni la vocazione religiosa a tua figlia! Magari tutte le mamme pregassero per la stessa intenzione! Un conto è sapere che la propria figlia è divenuta sposa del Re dei re, altro conto è sapere che è andata in sposa a un povero peccatore della terra che forse la tradirà o la maltratterà. Anche la Beata Zelia Guérin e suo marito, il Beato Luigi Martin, pregavano per la vocazione delle figlie e vennero esauditi. Tutte e cinque le figlie diventarono spose di Gesù Cristo, e una di loro è salita agli onori degli altari: Santa Teresa di Lisieux. Se vorrai continuare a scrivermi, sarò lieto di risponderti nella speranza di esserti di qualche aiuto.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
Cordialiter




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sabato 6 marzo 2021

Lettera di un uomo sposato


Riporto in forma anonima una lettera che tempo fa ho ricevuto da un uomo sposato, che se potesse tornare indietro...

Carissimo Cordialiter,
                                      faccio i miei complimenti per il sito [...]. Non so come sia arrivato al vostro blog ma [...] è facile rimanere intrappolati nel leggere le storie di comune vita dove anch’io, come tanti altri, cerco di comprendere la mia vocazione secondo il progetto di Dio. Può darsi che abbia sbagliato pure blog ma nel leggere le testimonianze e le storie di chi vi scrive, mi si sveglia qualche angoscia personale nel carpire tra le righe lette quello slancio spirituale che avrei voluto avere anch’io nel saper scegliere nella vita la giusta cosa, avere la consapevolezza che la propria situazione, la propria dimensione è quella pensata da Dio.

Il mio è anche uno sfogo e penso che dietro te Cordialiter (ti do del Tu) ci sia un uomo di Dio capace di darmi qualche piccola risposta.

Tra qualche mese avrò 43 anni e anche se non vengo da una famiglia cattolica e praticante, ho conosciuto Gesù in tarda età qualche anno prima del matrimonio (27 anni) in quanto prima non ci si pensa e si è attratti da altri interessi.

Con il senno di poi, oggi, guardando un po’ indietro nella mia vita mi accorgo che giungo al matrimonio a 27 anni come fanno tutti con quella scarsa consapevolezza di ciò che è invece il grande e complesso mistero del matrimonio dell’unione dei due in una sola carne.

Con il matrimonio scopro l’importanza e la bellezza di Dio nell’averlo come centro della vita personale e familiare che pian piano si va sviluppando. Comincio a frequentare gli ambienti parrocchiali di appartenenza a cui mi ero tenuto per tantissimo tempo lontano e scopro il piacere e l’entusiasmo di fare un corso per catechisti e qualche anno dopo ricevere l’incarico del parroco come responsabile della formazione dei futuri cresimandi.

[...] Siamo al 2004 , sono a metà del secondo anno di corso al diaconato, e il matrimonio dopo 9 anni comincia ad accusare qualche falla. Il Signore era comunque al centro e tutti e tutto ruotavano attorno a LUI, ma questo cominciava a infastidire mia moglie. La deviazione da parte di mia moglie dal centro di riferimento che era CRISTO si accentua maggiormente per via di una sua crescita professionale che la porta a rivestire un ruolo leggermente superiore e importante a quello di una comune operaia che era fino a quel momento e quindi comincia a sostituire lo spazio spirituale sempre più con cose materiali.

Dopo qualche mese lei mi fa richiesta di separazione ma intuisco che quella crescita professionale aveva portato a stringere una amicizia particolare con il datore di lavoro. Mi concentro sulla famiglia preferendola al corso del diaconato, lascio la mia preghiera mattutina che facevo immancabilmente recandomi alla recita delle lodi presso un convento locale, riduco i miei incontri in parrocchia, cerco di non farmi vedere tanto con il breviario in casa visto che ogni cosa avesse a che fare con la fede provocava solo isterismi.

Mi oppongo alla separazione in quanto era la nostra prima e seria difficoltà coniugale dopo 9 anni di matrimonio che poteva comunque essere discussa e ovviata con qualche altro intervento non necessariamente in prima istanza di aspetto legale, ci sono anche avvocati dello spirito che possono ugualmente rimettere sulla giusta strada, invece si è rivolta all’avvocato senza neanche parlarmene, in cuor suo aveva già deciso sul da farsi. Nell’oppormi mi armo di tanta pazienza e fegato perché trascorrere 10 mesi da separati in casa gestendo il tutto separatamente senza riferirsi non è facile, e pensavo a tenere in piedi soprattutto la promessa fatta davanti a Dio. Niente da fare, la convivenza diviene sempre aspra perché sono d’intralcio, devo abbandonare la casa coniugale e all’ennesimo rifiuto il giudice a seguito di udienza mi invita nel Giugno 2005 ad abbandonare casa. Prova ad immaginare: lasciare tutto, lasciare mia figlia e ripartire da capo dopo che la maggior parte dei risparmi erano serviti per coprire i costi sostenuti per la difesa in tribunale.

Dentro di me cominciava a farsi posto una sensazione, un pensiero che a dire la verità non mi disturbava, anzi mi faceva comprendere come anche in quell’evento doloroso il Signore mi stava vicino, aveva permesso quella separazione perché qualcosa di buono doveva ugualmente tirarci fuori. Non nascondo la mia maggiore libertà a potermi dedicare a LUI, a poter frequentare il suo tempio perché era divenuto la mia unica forza. E continuavo a chiedermi: Signore cosa vuoi da me? Dove vuoi portarmi?

Allo stesso tempo mi tornava in mente un’affermazione della mia gioventù che non avevo mai dimenticato e che mi accorgevo era rimasta talmente indelebile nel mio animo che chissà per quale motivo ritornava su solamente in questa circostanza e precisamente intorno ai 18 anni quando ogni ragazzo fa i suoi progetti e io dissi tra me e me: “Se non mi sposo vorrei farmi frate, seguire Gesù”. Mi chiedevo se quel pensiero aveva a distanza di tempo un significato nella mia situazione attuale.

Nel frattempo mi dovevo contentare di vedere mia figlia un solo giorno a settimana e a rotazione solo due fine settimana al mese. Il Signore mi dava forza [...]. Pensavo alla possibilità di potermi dedicare completamente a LUI e questo pensiero mi faceva stare bene, mi riempiva e mi dava pace e forse cominciavo a mettere in dubbio la mia vocazione al matrimonio. Esagerata considerazione? Non so….

Fatto sta che mi sento sempre più immerso e coinvolto nel mio rapporto con Dio, ormai siamo al 2008 e il convento è diventata la mia prima casa, passo più tempo nella casa del Signore che nella mia, e così quando non ho mia figlia e sono libero mangio e dormo in convento cercando di darmi da fare in tutto, sia prestando la mia manodopera per lavori sia come impegno di fede. Infatti non potendo riprendere il discorso del diaconato per via della mia situazione coniugale, il parroco mi presenta al vescovo per prendere il ministero dell’accolitato. Successivamente approfondisco gli studi in maniera personale sulla Liturgia, e dopo un corso il parroco mi fa responsabile del gruppo liturgico parrocchiale.

Forse quello tra me e mia moglie non è stato amore vero [...] mi accorgo che sperimento il vero amore solo quando mi avvicino al Signore, quando mi chiudo in chiesa davanti al tabernacolo, e seppur nella mia distratta preghiera, il mio cuore lo sento nella pace e nella tranquillità, come se null’altro mi manca e di null’altro ho bisogno.

Giustamente sia il lavoro che la vita quotidiana mi riportano comunque al materialismo, a tutte quelle situazioni che ti distraggono, che comunque attraverso la società e il benessere si è comunque chiamati a fronteggiare: impegni di spesa, bollette che scadono, rate da pagare, e quant’altro spesso ti fa pensare che il vivere è solamente per questi aspetti pratici a danno dello spirito che grazie a Dio preme sempre per emergere, e preme perché è l’aspetto al quale vorrei dare la totalità dell’interesse.

A volte nel presentarmi davanti a Gesù cerco di avere qualche risposta al perché a 43 anni mi capita ancora di piangere, di sentirmi sfinito, stanco moralmente, di sentirmi mendicante verso un bisogno comunque insito nell’uomo di affetto, di un abbraccio, di un sorriso, e tantissime volte quando mi siedo al tavolo di casa, tutto solo, e consumo quel piatto di minestra o altro, mi guardo, mi ascolto nel profondo e vorrei tanto che solo il Signore mi bastasse, vorrei trovare quella pace mettendomi nel palmo della sua mano.

E’ pur vero che godo del meraviglioso dono fattomi anche dal Signore, una splendida figlia che non per suo volere, causa la situazione in cui si è trovata, ha dovuto crescere un po’ in fretta e vedersi privata di una famiglia unita, di uno stare tutti assieme e percorrere le vie della vita.

In tutta onestà mi rendo conto che comunque ho una figlia, che cerco comunque di adempiere al mio dovere di genitore, di padre, ma a volte quelle consolazioni umane che mi contraddistinguono come essere umano possono passare attraverso di lei o possono venire da lei. A volte la vorrei già adulta per poterle parlare un po’ di questa vita, del mio dispiacere per non averle potuto garantire una unità familiare, del fatto che spesso non mi sento realizzato, e magari la mia vera vocazione non era il matrimonio, o del fatto che spesso sento il desiderio di abbandonare il mondo e potermi dedicare completamente al Signore chiuso in qualche monastero o convento.

Ecco perché Cordialiter leggendo le pagine del tuo blog, sembrerà strano, ma mi pervade una pace, un gaudio e tantissima gioia nel sentire quasi mio quel sentimento di chi si sente chiamato, di chi sta sperimentando un discernimento vocazionale e sente chiaramente a cosa il Signore lo chiama nel proprio progetto personale di vita. Sono sicuro che nella mia gioventù non ho avuto la fortuna di trovare qualche persona con cui discutere di ciò che sentivo, di capire se il Signore mi chiamava ad una strada di consacrato visto che nel cuore avevo quella fiamma di desiderio che non ho saputo indirizzare.

[...] Mi perdoni il Signore ma a volte sento mia figlia come un impedimento perché se fosse per me mi relegherei in qualche monastero e nel silenzio pregare e vivere del Signore, godere dell’unica e vera gioia.

Concordo con te che in molti conventi il sacerdozio viene vissuto veramente con rilassatezza e questo è anche un dispiacere che vivo personalmente e quotidianamente perché a volte il mio servizio come accolito che svolgo nella parrocchia-convento di appartenenza lo vivo malamente nel vedere tanta sciatteria, tanto fare “alla carlona”: non ci si mette affatto dignità, sacralità, santità e amore che richiedono le cose di DIO.

Vorrei tanto trovare l’appoggio, la guida di qualche buon monaco/sacerdote con cui poter camminare e comprendere cosa in questo tempo della mia vita il Signore mi chiede, su quale strada mi vuole, anche perché ne ho conosciuto tanti di religiosi, ma quasi nessuno ha fervore per la cura delle anime e voler essere valida guida spirituale, e l’unico frate che ho conosciuto nella mia vita capace di educare e far innamorare alla fede, il Signore a 45 anni se l’è scelto per LUI riprendendolo tra le sue schiere. Era un vero innamorato di Maria, del Vangelo, [...] ed è morto proprio nel dolore di vedere e vivere con i suoi confratelli che invece si comportavano più come se fossero del mondo e pochissimo di Dio.

Ti chiedo ancora scusa se mi sono dilungato parecchio, spero che riuscirai a rispondermi, a darmi qualche consiglio, e ti raccomando al Signore perché continui a ricolmarti del suo Santo Spirito e permetterti anche questa evangelizzazione attraverso la delicatezza e l’amore con cui curi il tuo blog. Ti abbraccio fraternamente e in Cristo ti saluto.

(Lettera firmata)




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venerdì 5 marzo 2021

Amare Dio per sempre

Una ragazza mi ha confidato che si sente attrarre alla vita contemplativa delle suore di clausura...

Caro Cordialiter,
                           ho letto molte testimonianze nel tuo blog di ragazze che come me avvertono una forte vocazione in loro per la vita monastica. Io oggi ti scrivo; come prima cosa voglio complimentarmi con te delle belle parole con cui rispondi a ciascuna e degli incoraggiamenti che dai!!! Io ogni giorno visito il tuo blog e ti assicuro che è una cosa commuovente leggere tutte queste testimonianze. Io oggi ti scrivo per chiederti preghiere per la mia vocazione affinché si realizzi su di me il disegno di Dio. [...] il mio desiderio è stato sempre quello di consacrare la mia vita per sempre a Nostro Signore Gesù Cristo diventando suora di clausura... vorrei scegliere la clausura perchè mi piace molto la contemplazione […]. Ti chiedo tante preghiere affinchè come ho detto prima il Signore Cristo Gesù realizzi il suo disegno su di me ed io potrò amarlo in eterno!


Cara sorella in Cristo,
                                   devi essere molto grata a Gesù buono per averti fatto sentire la chiamata alla vita religiosa così giovane. Pregherò molto volentieri per te nella speranza che tu possa essere perseverante. Coraggio!

Santa Teresa di Lisieux quando viveva ancora nel secolo si considerava fidanzata di Gesù (con la professione religiosa divenne sua sposa). Anche tu adesso devi considerarti fidanzata del Redentore Divino e devi comportarti come tale. Pertanto devi disinteressarti di tutte le cose che piacciono tanto ai mondani: discoteca, gossip, divertimenti sfrenati, moda, corteggiamenti, cupidigia per le ricchezze, oroscopi, superstizioni varie e cose di questo genere. “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

Ti incoraggio a perseverare con ardore il percorso vocazionale che hai intrapreso. Non arrenderti di fronte alle avversità che dovrai affrontare per abbracciare la vita religiosa, puoi starne certa che ne vale la pena! La gioia che proverai quando sarai in un monastero fervoroso e osservante sarà di gran lunga maggiore delle misere gioie in cui si dilettano i mondani.

Nella risposta che ti ho inviato privatamente ti ho dato gli indirizzi di due monasteri di clausura molto fervorosi. Queste giovani e zelanti suore pregheranno volentieri per la tua vocazione e inoltre ti affideranno una “cappellana”, cioè una suora che per tutto il resto della sua vita offrirà a Dio le sue preghiere e le sue penitenze per il tuo bene spirituale. Non è meraviglioso? In pratica mentre tu durante il giorno sarai occupata nelle tue faccende personali, a centinaia di chilometri di distanza, nel silenzio di un monastero di clausura, una suora si immolerà per il tuo bene senza chiederti nulla di materiale in cambio. Lo farà per puro amore fraterno. Solo in Cielo scoprirai da quanti pericoli materiali e spirituali sarai stata salvata grazie alle preghiere di una sconosciuta suora di clausura.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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giovedì 4 marzo 2021

Una scout attratta dalla vita religiosa

Pubblico la testimonianza di una scout attratta da Gesù alla vita consacrata.


Carissimo "Cordialiter", 
                                         mi chiamo [...], abito a [...] e ho 16 anni. Da settembre ho preso coscienza piena della chiamata del Signore per diventare tutta Sua. In estate ho conosciuto l'armonia di un centro estivo e in questo modo ho avuto anche la grazia di conoscere le Servidoras che sono in servizio in questa parrocchia.

Ti ho scritto per parlare della mia vocazione in modo tale da risvegliare magari qualche anima ancora dubbiosa sullo stato di vita da eleggere.  A Pasqua dell'anno scorso ho fatto un "triduo Pasquale" con gli scout (di cui faccio parte da 9 anni) e il venerdì il nostro frate di "fiducia" ci ha fatto la catechesi. I giorni precedenti erano stati pieni di emozioni ma mai nessuno come quel venerdì è stato per me così edificante. Ero rimasta affascinata totalmente dalla Sacra Scrittura. Da quel momento ero una persona diversa, ero diventata piccola per Dio (senza rendermene realmente conto) vedendo tutti i miei difetti, le mie incapacità. Mi era venuta voglia di pregare di più, di fare di più, di far conoscere Dio a tutti perché Dio è Amore. Le cose però non andarono subito così, solo dopo sono riuscita a comprendere tutto. Avevo moltissime domande e poi appunto questa voglia di far conoscere il Signore. Ho iniziato così a parlarne con la mia prof dopo la fine delle lezioni. Lei sorrideva e basta, io intanto ci capivo sempre di meno. Ero infelice perché cercavo qualcosa che non riuscivo a trovare. Poi un giorno una mia compagna, dati i suoi scarsi risultati in campo affettivo, ha detto scherzando: "mi faccio suora". Lì il mio cuore ha smesso di battere per un istante. Dio mi aveva rivelato, attraverso una semplice frase, che quella era la mia strada. Ho avuto paura però. Paura di tutto, paura soprattutto perché mai io avrei voluto diventare suora. Immaginavo da quand'ero piccola di avere una famiglia, dei bambini (tanti). E così da quando la mia compagna ha pronunciato quella frase fino a settembre in cui anche io ho pronunciato quella frase, ho avuto paura (e ancora adesso ne ho, ma sono sicura che nulla più di Dio potrebbe darmi la felicità!).

A giugno ho conosciuto le suore del Verbo Incarnato e da luglio ho iniziato a parlare con la Madre della vocazione, tra un bambino che urlava e una ragazza che decideva di fermarsi a parlare con me o con la Madre. Un clima da grest. Ricordo quei discorsi in cui lei parlava e io non facevo altro che ripetere "ho paura, ho paura" ad ogni cosa che lei mi diceva e guardami le scarpe per non farle vedere che avevo il cuore a pezzi e le lacrime agli occhi (solo dopo molto ho capito che Dio distrugge il cuore solo per crearlo di una forma migliore).  Nelle vacanze estive con la mia famiglia ho avuto la possibilità di leggere qualche libro sulla vocazione. E' stato un susseguirsi di grazie, una dopo l'altra.  Quando sono tornata sapevo bene qual era stata la mia chiamata ma ancora avevo paura. Paura soprattutto di pronunciare quella frase che tempo prima mi aveva fatto cambiare. Eppure ce l'ho fatta e, non saprei dire come, la mia vita è cambiata. A ottobre mi sono presa tutto il coraggio necessario per affrontare tutti gli ostacoli che il Signore voleva mettermi davanti, affrontando una prova dietro l'altra e ora, sempre con meno paura, sono pronta per seguire Dio quando Lui vorrà.  La famiglia e gli amici sono il primo ostacolo. I genitori, anche se vogliono il vostro bene, non vorrebbero mai che voi abbandonaste il mondo per donarvi a Dio. Gli amici invece capiscono molto poco. La vocazione è una chiamata soprannaturale ed è per questo che, se uno non ha il cuore aperto a Dio, non riesce a comprendervi, giudicandovi "anormali". Però mai e poi mai bisogna dimenticarsi che "se è Dio che ci chiama, è Dio che ci dà la forza". Siate un tutt'uno con Lui, non siete più voi che vivete ma è Dio che vive in voi. La vita non vi appartiene, dite al Signore che siete suoi, che di voi può fare ciò che vuole. E in ultimo "mettete la vostra mano nella mano del Signore e non lasciatela mai".

”Cordialiter”, grazie per ciò che fai, rendi molte anime meno sole nel momento di una scelta così importante.

In Cristo e Maria,
(lettera firmata)

P. S. scusa se ti ho disturbato con un racconto così personale ma mai avevo raccontato così dettagliatamente a qualcuno tutte le grazie di cui il Signore mi ha riempito per avvicinarmi a Lui.


Carissima sorella in Cristo,
                                              ti ringrazio per la testimonianza vocazionale che mi hai gentilmente inviato. Sono felicissimo di sapere che ti senti attrarre da Gesù ad abbracciare lo stato di vita più perfetto entrando in un istituto religioso fervoroso e zelante. Ho grande stima delle Servidoras, apprezzo tantissimo il loro fervore e il loro zelo per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Coraggio, non arrenderti di fronte alle avversità! Spero che Gesù buono riesca a catturarti presto e prenderti tutta per Sé! Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele al Redentore Divino fino alla morte. Così sia.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter




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mercoledì 3 marzo 2021

Dolore spirituale

Tempo fa una studentessa liceale mi ha scritto una lettera per parlarmi di uno strano “dolore spirituale”...

La saluto e la ringrazio per il sito utile ed edificante. Il mio parroco è attualmente in peregrinaggio e non ho occasione di parlare con alcuno di faccende spirituali, dato che il parroco supplente sa a stento l'italiano, e così le scrivo per chiedere consiglio, a lei che m'ispira fiducia.

Sono una ragazza di 16 anni, del terzo anno delle scuole superiori e da un anno e più ormai il Signore m'ha fatto comprendere quale sia la mia vocazione: la consacrazione in clausura. [...] Intanto continuo a fare discernimento. Il punto è che dopo un anno, da qualche giorno, mi ha sorpresa un improvviso e lacerante dolore, che non riesco a controllare di mia volontà, che non mi abbandona mai, che mi fa piangere: il dolore di non ricambiare totalmente all'Amore del Signore. Ovviamente mai il nostro amore ricambierà ugualmente quello del Creatore! siamo così miseri! Dunque l'unico modo che abbiamo di ricambiare è quello di amarlo e donarci a Lui con tutte le nostre forze, la nostra anima, il nostro corpo, con tutti noi stessi. Stavo dubitando se questo dolore fosse dovuto al fatto che ancora non mi sono donata interamente a Dio come Lui vuole in clausura o fosse per il fatto che per mia negligenza non mi sono ancora abbandonata totalmente a Lui? Sarà la seconda, sarà forse anche la prima... non capisco. Io cerco di abbandonarmi a Lui, lo prego perché me ne dia la forza perché da sola non ne sono capace. Forse è perché ancora non vi sono riuscita! Ma Dio sa che ci provo al massimo che posso e che confido nella sua grazia per potervi riuscire e fare come rende più gloria a Lui, perché mi darebbe un dolore così intenso? In verità il mio vero e totale abbandonarmi a Lui starebbe proprio nell'entrare in clausura. Ma non posso! Perché allora mi darebbe dolore? Forse che posso?

Perdoni la confusione, ma proprio per questa le ho scritto, se c'è bisogno che le scriva altro o chiarisca qualcosa chieda pure. 

Attendo risposta e la ringrazio.
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        dammi pure del tu (lo preferisco). Ti ringrazio per avermi scritto una bella lettera, alla quale rispondo molto volentieri.

Quel “dolore spirituale” che senti dentro di te, è un grande dono che Dio ti ha dato. Adesso ti spiego. Un giorno Santa Maria Maddalena de' Pazzi venne rapita in estasi e vide numerosi santi del paradiso, tra i quali riconobbe San Luigi Gonzaga, che era molto vicino a Dio, più di tanti altri santi. Eppure San Luigi non fu né martire né sacerdote... fu solo un semplice gesuita che morì giovanissimo. Come ha fatto ad accumulare tanti meriti per il paradiso in pochi anni di vita? Come mai ha così tanta gloria in Cielo? Sempre Santa Maria Maddalena de' Pazzi intese che Luigi ebbe una sorta di “martirio spirituale” che lo fece soffrire assai. Pensava al grande amore che merita Iddio, ma constatando di non riuscire ad amarlo come merita, poiché il Signore è degno di un amore infinito, a causa di questo pensiero soffrì un “martirio d'amore” grazie al quale ottenne grande gloria dopo la morte.

Non è colpa tua se non ti sei potuta ancora donare a Gesù buono entrando in un monastero di clausura, pertanto puoi stare tranquilla che il Signore non è adirato con te. Hai letto “Storia di un'anima”? È la biografia di Santa Teresa di Lisieux, la quale ebbe come te una vocazione precoce, e desiderava di entrare nel Carmelo già a 15 anni, mentre le norme dell'epoca imponevano di attendere la maggiore età (a quei tempi era a 21 anni). Quante lacrime versò prima di poter entrare in monastero! Non vedeva l'ora di divenire sposa di Cristo, e in attesa di veder coronato il suo desiderio, si autodefiniva come “fidanzata” di Gesù.

Anche tu devi sentirti come “fidanzata” del Re del Cielo, pertanto devi cercare di sfruttare questi due o tre anni che ti separano dallo sposalizio per preparare tutto al meglio. Se non ce l'hai già, cercati un ottimo direttore spirituale. Deve essere ben preparato, molto caritatevole e prudente, altrimenti c'è pericolo. Ad esempio ce ne sono alcuni che sistematicamente sconsigliano di abbracciare la vita religiosa, poiché secondo loro si può cercare la santità anche nel mondo. Ma ciò è un errore, perché se Dio chiama una ragazza alla vita religiosa, è moralmente impossibile che diventi santa restando nel mondo, poiché nel secolo gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Iddio gli aveva preparato nella vita religiosa.

Cerca di condurre una vita ritirata, fuggendo come la peste le discoteche, le birrerie, i pub, i cinema, ecc. Fai attenzione alle amicizie frivole. Sembra quasi che certi ragazzi e ragazze non siano capaci di parlare d'altro che di oroscopi, gossip, discoteche, divertimenti, sballo, sigarette, soldi, moda, e tutte le altre cose mondane che distraggono dall'amare Dio. Vanitas vanitatum et omnia vanitas.

Hai già scelto l'ordine in cui entrare? In questo periodo di “fidanzamento” con Gesù buono, devi cercare un ottimo monastero in cui entrare. Forse ti sarai accorta anche tu che molti religiosi ormai non vivono più da veri religiosi, ma vivono più o meno come i secolari. Fuggi come la peste i monasteri rilassati, poiché se entri in uno di essi, quasi certamente diventerai anche tu una suora rilassata. Bisogna entrare in un monastero osservante, nel quale si sente la fragranza e la bellezza della vita religiosa vissuta in maniera profonda e radicale. Se mi dici la provincia o la regione in cui abiti, forse posso consigliarti qualche buon monastero di clausura. È importante cominciare a prendere i primi contatti con queste buone suore, per comprendere la loro spiritualità, il loro stile di vita, o anche solo per confidarti su argomenti spirituali.

Carissima in Cristo, dalla tua lettera appare chiaro che il Signore ti ha favorito di doni spirituali poco comuni. È raro sentir dire da una ragazza di 16 anni di voler amare Dio con tutte le proprie forze e di donarsi a Lui nella clausura. Devi custodire con grande zelo questi doni spirituali, poiché i nemici del genere umano faranno di tutto per farti perdere la vocazione, cercando di spegnere il tuo amore per Gesù, e indurti ad amare al suo posto le concupiscenze del mondo.

Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio su questa terra, per poi poterlo amare in Cielo per tutta l'eternità. Che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo il Signore? Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima? Coraggio! Le sofferenze su questa terra sono destinate a finire, e se saremo stati fedeli a Dio, nostro unico bene, immensa sarà la nostra ricompensa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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martedì 2 marzo 2021

Come ottenere la scienza necessaria alla direzione delle anime

Riporto un interessante scritto che potrebbe interessare molto i numerosi sacerdoti e seminaristi che seguono il blog.


Per acquistare la scienza necessaria alla direzione delle anime si richiedono tre condizioni: un Manuale, la lettura dei grandi maestri, la pratica.

A) Lo studio d'un Manuale [di ascetica, ndr]. Le letture spirituali che si fanno in un seminario, la pratica della direzione, e specialmente l'acquisto progressivo delle virtù aiutano certamente molto il seminarista a formarsi alla direzione delle anime. Ma pure ci vuole anche lo studio d'un buon Manuale. 1) Le letture spirituali sono anzitutto un esercizio di pietà, una serie d'istruzioni, di consigli e d'esortazioni sulla vita spirituale, ed è ben raro che vi si trattino in modo metodico e completo tutte le questioni di spiritualità. 2) In ogni caso, se i seminaristi non hanno un Manuale, a cui possano logicamente riferire i vari consigli che lor si danno, e che possano rileggere di quando in quando, presto dimenticheranno ciò che hanno inteso e mancheranno della competente scienza. Ora questa scienza è una di quelle che il giovane clero deve acquistare in Seminario, come ben disse Pio X: "Scientiam pietatis et officiorum quam asceticam vocant". 39-1

40.   B) Lo studio approfondito dei Maestri spirituali, specialmente degli autori canonizzati, o di quelli, che senza essere tali, sono vissuti da santi. a) Al loro contatto, infatti, il cuore si riscalda, l'intelligenza, illuminata dalla fede, percepisce più chiaramente e gusta meglio che in un libro didattico i grandi principii della vita spirituale, e la volontà, sorretta dalla grazia, è stimolata alla pratica delle virtù così vivamente descritte da coloro che vi si sono valorosamente esercitati. Aggiungendovi la lettura delle vite dei santi, si capirà anche meglio perchè e come si devono imitare, e l'irresistibile efficacia dei loro esempi darà nuova forza ai loro insegnamenti: "Verba movent, exempla trahunt".

b) Questo studio, cominciato in Seminario, dovrà continuare e perfezionarsi nel ministero: la direzione delle anime lo renderà più pratico; come un buon medico non cessa di perfezionare i suoi studi con la pratica dell'arte e l'arte con nuovi studi, così un savio direttore darà compimento alle sue cognizioni teoriche con la direzione delle anime, e all'arte della direzione con nuovi studi riguardanti i bisogni speciali delle anime a lui affidate.

41.   C) La pratica delle virtù cristiane e sacerdotali sono sotto il savio stimolo d'un direttore. Per ben capire la varie tappe della perfezione, non c'è mezzo più efficace che percorrerle da sè stesso; infatti, la miglior guida attraverso le montagne non è forse colui che le ha percorse egli stesso in tutti i sensi? E quando si è stati ben diretti, si è, a parità di condizioni, più atti a dirigere gli altri, perchè si è visto per esperienza come si applicano le regole nei casi particolari.

Combinando queste tre condizioni, si studierà la Teologia ascetica con molto profitto per sè e per gli altri.

42.   Soluzione di alcune difficoltà. A) Si rimprovera talvolta all'Ascetica di falsare le coscienze, mostrandosi molto più esigente della Morale e chiedendo alle anime una perfezione inattuabile. Questo rimprovero sarebbe fondato se essa non distinguesse tra precetto e consiglio, tra le anime chiamate ad un'alta perfezione e quelle che non lo sono. Ora non è così: pur spingendo le anime elette verso altezze inaccessibili ai cristiani ordinari, non dimentica la differenza che passa tra precetto e consiglio, tra le condizioni essenziali per salvarsi e quelle che sono richieste per la perfezione; ma sa pure che, per osservar bene i comandamenti, bisogna osservare pure alcuni consigli.

43.   B) Viene accusata di favorire l'egoismo, a tutto anteponendo la propria santificazione. -- Ma Nostro Signore stesso c'insegna che la salvezza dell'anima nostra dev'essere il nostro primo pensiero: Quid enim prodest homini si mundum universum lucretur, animæ vero suæ detrimentum patiatur? 43-1 Nulla v'è d'egoistico in questo; perchè una delle condizioni essenziali per salvarsi è la carità verso il prossimo, la quale si manifesta tanto con le opere corporali quanto con le spirituali; e la perfezione vuole che si ami il prossimo al punto da sacrificarsi per lui, come fece Gesù per noi. Se questo è egoismo, è un egoismo poco temibile.

C) Si insiste: l'Ascetica spinge le anime alla contemplazione e quindi le distoglie dalla vita attiva. -- Bisogna assolutamente ignorare la storia, per affermare che la contemplazione nuoce all'azione: "I veri mistici, dice il signor De Montmorand, sono persone di pratica e di azione, non di ragionamento e di teoria. Hanno il senso dell'organizzazione, il dono del comando, e si palesano pieni di ottime doti per gli affari. Le opere che essi fondano sono vitali e durevoli; nella concezione e nella direzione delle loro imprese, danno prova di prudenza e di arditezza, e di quella giusta stima delle possibilità che costituisce il buon senso. Difatti sembra appunto che il buon senso sia la loro dote principale: un buon senso che non è turbato da alcuna esaltazione morbosa nè da alcuna immaginazione disordinata, al quale s'aggiunge anzi una rara potenza di discernimento." Non abbiamo forse visto, leggendo la storia della Chiesa, che la maggior parte dei santi che hanno scritto intorno alla vita spirituale erano nello stesso tempo uomini di scienza e d'azione? [...] La contemplazione non soltanto non è di ostacolo all'azione, ma la illumina anzi e la dirige.

Nulla dunque è più nobile, più importante, più utile della Teologia ascetica ben compresa.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928].




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lunedì 1 marzo 2021

Vocazione monastica

Tempo fa ragazzo mi ha confidato che si sentiva attrarre dalla vita contemplativa... 

Salve, da molto tempo seguo il Suo blog, e finalmente mi sono deciso a scriverLe; un po' per paura di disturbare con poche o tante righe, ho sempre rimandato. Sono un ragazzo di 33 anni. Mi chiamo [...] e lavoro a [...]. Non le voglio rubare troppo tempo, mi faceva solo tanto piacere ringraziarLa di cuore, sul Suo lavoro che anche per me è stato decisivo, mi ha dato forza nel prendere la decisione di seguire Nostro Signore... in questa settimana di ferie dal lavoro è stato bello leggere il suo blog... sono andato a ritroso nel tempo per rileggere anche altre edificanti lettere e devo dire che il Suo blog è davvero un fiore nel deserto. Cosa posso dire di me? Il mio percorso è partito quando avevo 17 anni ed oggi dopo tante vicissitudini si va piano piano concretizzando. Come la maggior parte delle persone ho avuto problemi economici da risolvere, catene che mi tenevano ben stretto a questo mondo, ma adesso che inizio a vedere la luce sento che niente mi attrae di più di Gesù e del suo Amore, e sento nel mio cuore nuovamente quella letizia che vivevo quando ero adolescente. Lo ammetto, sarebbe troppo lungo raccontarLe tutta la mia storia e non voglio annoiarla con queste cose.

Avrei solo bisogno di un consiglio. Sono cresciuto con un grande Amore verso la Vita Contemplativa, un po' per carattere, taciturno e solitario, un po' perchè le mie letture sin da bambino non son state altro che le vite dei Santi, che con il loro esempio, tra cui Santa Veronica Giuliani, mi hanno fatto innamorare di Dio e di uno stile di vita così... dove nel silenzio c'è il dialogo con il Signore, dove tra 4 mura di un eremo o di un convento, o anche di una stanza come la mia, c'è l'intero mondo da sostenere con la preghiera. [...] Le chiedevo dunque un consiglio; conoscendo come ordine maschile contemplativo solamente i Certosini, volevo sapere se ne conosceva un altro che sia fervoroso e dedito alla propria regola. Il mio Padre Spirituale proprio oggi ha riconosciuto il fatto che in me è più ovvia una vocazione contemplativa che missionaria [...]. Mi piacerebbe fare un'esperienza in un ordine religioso fervoroso e contemplativo, Lei cosa mi consiglierebbe? Mi farebbe piacere avere anche un Suo riscontro, oltre a quello datomi dal mio Padre Spirituale.

Non ho voluto dilungarmi troppo con i dettagli della mia vita, per non renderLe pesante la lettura […]. La ringrazio ancora per il tempo dedicatomi, per la cortese attenzione e per il suo Blog, che veramente la Dolce Mamma Celeste possa proteggerlo sempre. La cosa più bella è sapere che in un mondo come il nostro ormai privo di valori, ci siano tanti ragazzi pronti ad Amare.... mi rende davvero felice!

La abbraccio in Cristo e La ricordo nelle mie preghiere

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo,
                                            dammi pure del tu (lo preferisco). Per me non è un disturbo aiutare le persone che si sentono attrarre da Gesù alla vita consacrata. Sono contento che vuoi donare a Dio il resto della tua vita. Il tuo direttore spirituale è la persona al mondo che conosce meglio la tua anima, quindi se ti ha detto che sei più portato per la vita contemplativa, ti conviene seguire il suo consiglio. Sì, l'ordine dei Certosini è molto buono, ma è molto austero, sono pochi gli aspiranti che riescono a resistere a quello stile di vita così radicale, però puoi sempre fare una prova di una settimana, non hai nulla da perdere. Visto che vivi a […], ti consiglio di andare alla Certosa di Farneta (Lucca). Privatamente ti ho segnalato anche un buon monastero benedettino in cui fare un'esperienza vocazionale. Ti incoraggio a perseverare nel discernimento della tua vocazione nella speranza che Gesù buono possa prenderti tutto per Sé.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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