Le donne che sentono nel proprio cuore di avere la vocazione matrimoniale, ma non riescono a trovare un fidanzato cristiano, possono leggere il seguente annuncio di un uomo che sta cercando una moglie davvero fedele agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Cliccare qui per leggere l'annuncio.


sabato 13 febbraio 2021

Formazione morale dei bambini

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


Coltiviamo inoltre nel bambino quella forma di preghiera che rende la vita dell'uomo una lode perenne al Signore, una continua preghiera che lo alimenta.

Gesù ci invita a "pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18, 1). Ti sei mai chiesto come sia possibile questo?

Qualcuno dirà: "Bisogna pure occuparsi di tante altre cose nella vita. C'è un tempo per pregare e un tempo per lavorare. Quando è il tempo di pregare, si prega e quando è il tempo di lavorare, si lavora".

Sì, ma c'è modo e modo di lavorare. Si può lavorare pensando spesso al Signore e offrendo a Lui la nostra fatica, ricordandoci che anche Gesù ha lavorato, che il nostro lavoro ci rende collaboratori di Dio, ci aiuta a purificarci dai nostri peccati, ecc... E così il nostro lavoro diventa preghiera, perché fatto per Dio.

Il bambino può essere educato benissimo a questa forma di preghiera continua. Quando lo esortiamo a fare il suo dovere, uniamovi sempre l'idea che è il Signore che lo vuole e che poi lo ricompenserà. Ricordiamogli spesso che anche nel lavoro Gesù ha faticato e sofferto più di noi, e lo ha fatto per noi, e che vede e apprezza la nostra fatica e ce ne darà la ricompensa, se lavoriamo per amore suo.

E così, accettando con rassegnazione, e quindi con merito, le fatiche inerenti al compimento del suo dovere e le inevitabili pene provenienti dalla vita di tutti i giorni, il bambino si eleva e si santifica. Fatto adulto, sarà uomo temprato al dovere, forte nelle prove della vita e sarà preparato alle lotte che lo aspettano, e non certo rammollito, rassegnato e sconfitto!


FORMAZIONE MORALE

Anche il bambino va soggetto a commettere dei peccati, sia pure proporzionati alla sua età; perciò non dimentichiamo la formazione morale. La sua coscienza deve conoscere il pensiero di Gesù su ciò che è bene e su ciò che è male.

Diamogli un giusto concetto di Dio come fonte della legge, come pure del premio e del castigo. Non è difficile. Come facciamo noi col bambino? Quando è buono lo premiamo con qualche gesto di affetto e quando sbaglia lo rimproveriamo o gli diamo una punizione, in ogni caso non gli diamo alcun segno di affetto. Così, facciamogli capire, fa anche il Signore.

A seconda dei casi potremmo dirgli: "Questo fa piacere al Signore... Questo dispiace al Signore... Domanda perdono a Dio... Il tuo Angelo Custode è contento di te... Fa' così e farai piacere al Signore..." Ha fatto una mancanza? Invece di dirgli: "Vedrai che viene l'uomo nero e ti porta via", diciamogli: "Hai dato un dispiacere a Gesù... Il Signore non è contento di te... La Madonna non è contenta di te... Chiedi perdono e prometti di non farlo più...".

Talvolta chiede perdono al papà o alla mamma. Non tralasciamo di dirgli che deve chiedere perdono anche al Signore. Deve sapere che, oltre ad aver offeso o disgustato i genitori, ha anche mancato a un comandamento di Dio.

Purtroppo, alcuni credono che quando si sono rappacificati con gli uomini, o l'hanno fatta franca, o hanno scontato la pena della loro colpa, secondo la giustizia umana, tutto sia finito. E Dio non conta nulla? Devono anche riparare all'ingiustizia commessa contro Dio; in ogni peccato il primo e principale offeso è proprio Lui che ci ha dato la legge.

LA VERITÀ MAESTRA DI VITA

Diamo al bambino l'idea esatta della giustizia di Dio e del fatto che a Lui nulla è nascosto. Diciamogli che Dio è buono, disposto al perdono, ma anche che esige riparazione dell'offesa a Lui fatta. È importante far crescere il timore di Dio, senza diminuirne l'amore. Il bambino può capire benissimo, dalla vita di ogni giorno, la divina giustizia. Ma chi ha cura di lui deve farlo riflettere e richiamargli alla mente, quando l'occasione si presenta, l'applicazione della legge di Dio e la sanzione della giustizia.

Quante banalità si dicono ai bambini per farli star buoni e per stimolarli a fare il loro dovere! Si minacciano cose che non avverranno mai, si fanno promesse che non si ha l'intenzione di mantenere, si preannunciano pericoli che non esistono (macchie sulle unghie o sulla fronte come prove di una colpa...).

Ma il Signore e la sua Chiesa non ci hanno insegnato questi metodi. Perché falsare la coscienza dei bambini con queste sciocchezze? Perché rischiare di farsi dare del bugiardo dal bambino, se si accorge che lo inganniamo?

Ricorriamo ai criteri soprannaturali, alla verità; educhiamo il bambino all'amore e al timore di Dio; formiamo la sua coscienza al senso del dovere perché anche lui ha l'obbligo di osservare la legge che Dio ha dato all'uomo. Solo così formeremo l'uomo morale, l'uomo sociale e il vero cristiano.

Un episodio significativo. Un povero passò vicino a un ragazzino e gli chiese l'elemosina. Quel ragazzino prese una moneta e la gettò per terra, dicendo al povero: "Se la vuoi, va' a prenderla". In quel momento passò la mamma del bambino. Vista la scena, obbligò il figlio a prendere la moneta, a pulirla, a darla al povero e a scusarsi del gravissimo gesto che aveva compiuto. Quel ragazzino obbedì, sia pure con fatica, e non dimenticò mai più la lezione. Divenne poi Vescovo, e fu lui stesso a raccontare questo episodio come riprova che anche la severità può educare.

È però buona norma non esagerare, non far credere ai bambino che tutte le mancanze commesse siano peccati gravi. Non diciamo che andrà all'inferno per un peccatuccio infantile. Sarebbe un falsare la sua coscienza, e questo non si deve assolutamente fare.

Diamo ad ogni cosa il giusto valore. Il bambino non deve solo temere di andare all'inferno, ma soprattutto di far dispiacere al Signore.


[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]




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venerdì 12 febbraio 2021

Amare il silenzio

Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, perché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.




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giovedì 11 febbraio 2021

Domande sulla vocazione

Molte persone si pongono domande sulla vocazione. A tal proposito ripubblico una specie di “intervista” che ho fatto a una cara lettrice del blog esperta di vita religiosa. Per tutelare la sua riservatezza le ho dato il pseudonimo di Gemma, per via della sua devozione a Santa Gemma Galgani.

Carissima Gemma, innanzitutto ti ringrazio per la tua amicizia disinteressata. Questa volta voglio porti alcune domande sul tema dei “dubbi sulla vocazione”.

- Alcune persone dopo essersi convertite si sentono attratte dalla vita religiosa, tuttavia dubitano di avere la vocazione poiché pensano di esserne indegne a causa dei peccati della vita passata. Ma Dio può chiamare alla vita consacrata anche anime che sono pentite dei peccati mortali commessi nella vita passata?

- Premesso che non esiste nessuna creatura al mondo degna di ricevere il dono della vocazione alla vita religiosa, ti dico che se anche una persona avesse commesso peccati mortali in una vita precedente alla conversione, se veramente crede alla Misericordia di Dio, sa bene che attraverso un sincero pentimento con il proposito di non peccare più, si riceve il perdono dei peccati attraverso il Sacramento della confessione. Lavato e purificato dal Sangue di Cristo diventa candido come la neve. È una tentazione e anche mancanza di umiltà credere che non possiamo ricevere questo dono da parte di Dio, forse che il Creatore non conosce bene l'anima che ha creato? Non si sarà mica sbagliato? È una bella presunzione da parte nostra credere di avere il giusto criterio per giudicare le scelte di Dio. Credo che quando si riceve un dono si debba solo ringraziare, e nel caso della vocazione direi che non basterà l'eternità per ringraziare. Bisogna fare un grande atto di umiltà e accettare con fede questo immenso dono che il Signore fa a chi vuole Lui, secondo i Suoi criteri e non i nostri, grazie a Dio!

- Tu conosci bene la vita monastica. Il diavolo cerca di tentare i religiosi con dubbi vocazionali? Perché lo fa?

- Il diavolo, colui che cerca sempre di strappare la felicità ai figli di Dio, non sopporta di vedere una creatura godere dell'immensa gioia di consacrarsi al Signore, e si dà tanto da fare per cercare di distogliere le creature da questo proposito, insinuando nella loro mente e nel cuore tanti dubbi sulla vocazione. Egli sa anche bene che le persone consacrate offrono tutta la loro vita per strappargli le anime, odia talmente le monache che le chiama con disprezzo “teste fasciate”! si inventerebbe qualsiasi cosa pur di cercare di fargli abbandonare la vita religiosa. Si dà un bel da fare in particolar modo nei noviziati, perché sa che l'inesperienza e l'insicurezza dei primi approcci con la vita religiosa rende le creature più fragili, ma se stanno ben ancorate al Signore, confidano nel Suo aiuto, attraverso la preghiera incessante tutti i dubbi vengono sciolti, e l'anima può proseguire il suo cammino senza confusione.


- Quando una persona ha dei dubbi sulla vocazione, conviene confidarsi col proprio direttore spirituale o con la priora del monastero se è una novizia?

- Una cosa molto importante appena si presentano alla mente questi dubbi sulla vocazione è parlarne sia con il direttore spirituale che guida la nostra anima, sia con i superiori che nel caso di una monaca può essere la maestra delle novizie se è novizia o la priora se è già professa, perché loro devono rendere conto a tutta la Comunità della nostra vocazione, cioè se è vera o no. È molto importante anche perché se è una tentazione, solo parlandone viene subito smascherata. Mi ricordo infatti che molti santi, tra i quali Santa Teresa di Gesù Bambino, ebbero anche alla vigilia della professione tentazioni terribili sulla vocazione, ma non appena ne ebbero parlato con chi le guidava svanirono! Purtroppo, il nemico ha la faccia tosta di tentare anche religiosi con 50 anni di vita religiosa, incredibile! perciò bisogna stare sempre vigili perché lui non va mai in vacanza e purtroppo neanche in pensione!

- Ti ringrazio per le risposte. Apprezzo molto la tua amicizia caritatevole e fraterna che ricambio molto volentieri.

- Caro fratello, spero di essere stata esauriente. Desidero ringraziarti per l'appellativo grazioso che mi hai dato chiamandomi "Gemma", l'ho gradito molto, è stato un gesto di tenerezza da parte di un fratello spirituale che ha capito quanto sto soffrendo. Ti saluto e ti ringrazio per la tua amicizia. Il Signore ti benedica.




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mercoledì 10 febbraio 2021

Desiderare di vivere con Gesù

Ripubblico la traduzione di un bellissimo brano di una lettera che mi ha scritto una ragazza francese.

"Il mio più grande desiderio è quello di consolare Gesù, curare le sue piaghe, adorarlo, asciugare le sue lacrime, passare la mia vita con Lui, dargli tutto, non tenere niente per me, e sacrificare tutto per amor suo, vivere di Lui, per Lui, in Lui; amarlo fino a fondermi completamente in Lui, contemplarlo, supplicarlo di salvare i peccatori, di accordare la sua misericordia, di dar loro la fede.

Voglio consolare Gesù per tutti gli oltraggi fatti al suo Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di sua Madre. Se potessi, mi piacerebbe fargli dimenticare tutte le sue sofferenze, asciugare le lacrime che ha versato per noi."

Carissima,
                    gioisco nel sapere che esistono ancora persone così ardentemente innamorate di Gesù e Maria. Vorrei tanto che quelle parole d'amore per i Sacri Cuori divampassero dappertutto, vorrei vedere la gente ardere d'amore per Dio e per il prossimo, vorrei che la Chiesa Cattolica si propagasse in tutte le nazioni, vorrei che tutte le anime redente dal Sangue di Cristo si salvino! Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? Il Signore è il nostro unico e vero bene, e senza di Lui la nostra vita non ha nessun senso. Aveva ragione la Beata Maria Deluil-Martiny a dire: “Cristo deve regnare!” Sì, dobbiamo desiderare che Cristo regni in tutti i cuori degli uomini!

Viene voglia di piangere nell'osservare che sono tanti coloro che non lo amano. In Italia, in Francia e in tanti altri Paesi europei la fede si sta spegnendo, mentre dilaga l'idolatria dei beni materiali e dei piaceri sensuali che allontanano i cuori da Dio. Sono tanto contento che tu desideri entrare in qualche ordine religioso di stretta osservanza per consolare Gesù buono. Spero tanto che tu possa diventare sposa del Re del Cielo, poiché voglio che il tuo cuore possa essere tutto di Gesù. Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli; Gesù invece è sempre amorevole e fedele con le sue spose.

Per poter seguire la vocazione religiosa è necessario superare tanti ostacoli e avversità. Coraggio! Affidati alla Madonna e vedrai che riuscirai non solo a salvarti l'anima, ma anche a farti santa!

Ti saluto fraternamente in Cordibus Jesu et Mariae.

Au revoir!
Cordialiter

P. S. Chiedo gentilmente a tutti i lettori del blog di recitare una preghiera per questa ragazza francese tanto innamorata di Gesù buono.




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martedì 9 febbraio 2021

Vocazione claustrale?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza che era indecisa se abbracciare la vita contemplativa o a quella apostolica...


Carissimo D.,
                         scusa se ti disturbo con la mia lettera ma ho proprio bisogno di un consiglio raccontandoti prima un' esperienza accadutami da poco. Qualche giorno fa, io ed una mia amica in discernimento con me, siamo andate a fare visita alle suore di clausura di [...]. Appena entrate, subito mi sono sentita travolta da una grande emozione e dalla sensazione di essere a casa. La suora che ci ha accolte, dopo le presentazioni di rito, ci ha invitate ai Vespri e sentire le voci delle suore che cantavano mi ha profondamente commossa! Dopo una piccola chiacchierata, abbiamo conosciuto la Superiora che si è informata circa il nostro cammino e sul sacerdote che ci sta seguendo, che lei conosce. Prima di andare via, ci ha invitate ad una veglia alla quale però, con mio profondo rammarico, non abbiamo potuto partecipare. Un paio di giorni fa, il mio padre spirituale mi ha detto che la Superiora aveva chiamato al convento chiedendo il motivo per il quale non aveva visto alla veglia né me né la mia amica, aggiungendo però che le avevamo fatto una buonissima impressione. Quest'ultima affermazione mi ha turbata! Ho sentito come se mi stessero chiamando a far parte di quella famiglia!

Il mio problema ora è questo: per quanto io ami Gesù e mi senta in parte attratta dalla vita claustrale, non credo che quella sia la mia Vocazione. Dico questo perchè provo una gioia infinita nello stare in mezzo agli altri cercando di comunicare e testimoniare loro il profondo amore che Gesù nutre per noi. Cercando informazioni sul web, sono venuta a conoscenza dell'esistenza dell'ordine delle [...]. Potresti darmi qualche consiglio per sciogliere i miei dubbi e qualche informazione riguardo al loro ordine?

[…] Perdona la lunghezza della mia lettera, ma ho veramente bisogno di un consiglio!

Pace e Bene
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  non devi preoccuparti, per me non è un disturbo rispondere alle lettere, anzi è una grande gioia poter esser di qualche utilità al prossimo.

Sono davvero molto felice di sapere che stai perseverando nel discernimento vocazionale. Certe persone un giorno dicono di avere la vocazione, ma qualche giorno dopo hanno già cambiato "idea". Tu invece è da vari mesi ormai che senti il desiderio di donare il resto della tua vita a Gesù buono, l'amorevole Redentore delle anime nostre. Continua a perseverare, poiché è troppo grande il dono della vocazione religiosa. Solo in Cielo capirai con pienezza quanto grande sia stata la grazia di aver abbracciato la vita consacrata. Dispiace che i mondani non possono capire queste cose, altrimenti i conventi e i monasteri verrebbero invasi da una moltitudine di postulanti.

Quale ordine religioso scegliere? Non è semplice rispondere, poiché a volte si è indecisi tra vari istituti. In genere bisogna ascoltare le proprie inclinazioni. Alcune ragazze sono portate per l'evangelizzazione, altre per la cura dei poveri e degli ammalati, altre ancora per la vita contemplativa nella clausura. Sono rimasto sorpreso nel constatare che molte ragazze che mi hanno contattato sono attratte dalla clausura; si tratta di una scelta forte e radicale adatta solo ad anime ardite e coraggiose, che ardono dal desiderio di immolarsi. Ovviamente ho grande stima anche degli istituti religiosi di vita attiva; oggi c'è tanto bisogno di apostolato per rievangelizzare la nostra società materialista e scristianizzata.

Certe volte la propria attrattiva non corrisponde alla vocazione designata da Dio. La celebre suor Consolata Betrone, da giovane si sentiva attratta dagli ordini di vita attiva. Fece tre prove ma non andarono a buon fine. A quel punto il suo confessore le propose di provare in un ordine di clausura, nel quale riuscì ad entrare e a vivere santamente. Quindi, conviene parlarne col tuo direttore, il quale potrebbe consigliarti di fare alcune esperienze vocazionali in vari ordini per comprendere se sei chiamata alla vita contemplativa o a quella apostolica.

Non conosco personalmente le suore di cui mi hai chiesto informazioni, quindi non sono in grado di darti un valido parere al riguardo. Tuttavia posso dirti come la penso sul tema dell'osservanza della vita religiosa. Gli ordini rilassati sono quelli in cui non si vive più in maniera autentica la vita religiosa. La differenza tra un ordine religioso osservante e uno rilassato è un po' come la differenza tra un fiore fresco e uno appassito. Scriveva Sant'Alfonso Maria de Liguori: "Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che si dedicano a farsi santi ed a portare anime a Dio [...] ma questi buoni religiosi [...] quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina."

Come si fa a capire se un ordine religioso è rilassato? Basta vedere se vive in maniera simile al fondatore, o in maniera simile alle persone secolari, cioè le persone che abitano nel mondo. I veri religiosi vivono continuamente col cuore rivolto a Dio, e si impegnano mediante l'apostolato, la preghiera e le penitenze, alla propria santificazione e alla conversione delle anime. Negli ordini osservanti, l'abito religioso viene utilizzato sempre, si vive in semplicità, modestia e povertà (da non confondere con la miseria), si obbedisce sempre a quel che ordina il Papa, si osservano fedelmente gli insegnamenti del Magistero Ecclesiastico riguardanti la Fede e la Morale, si celebra la Messa in maniera devota, ecc. Negli ordini religiosi rilassati invece se ne vedono di tutti i colori: poco raccoglimento, poco silenzio, poca obbedienza al Papa, poca preghiera, stile di vita secolarizzato, discorsi mondani, serate passate davanti al televisore, abbigliamento poco edificante, ecc.

Secondo Sant'Alfonso è meglio restare a casa propria, anziché entrare in un ordine rilassato, dove si rischia di fare una vita insipida e infelice. Al contrario, entrando in un ordine religioso di stretta osservanza ci si sente il cuore pieno di gioia e fervore spirituale.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità, ma non esitare a scrivermi ogni volta che lo riterrai opportuno. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter




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lunedì 8 febbraio 2021

Lasciare i propri cari

Ripubblico una lettera di una ragazza che mi comunicò che dopo qualche mese sarebbe entrata in un monastero di clausura...

Ciao,
          [...] sto continuando il mio cammino vocazionale con la Madre del monastero di [...]. Ho conosciuto anche la maestra delle novizie, e la Madre, senza alcun dubbio, mi ha detto che ho già camminato abbastanza e che entro l'anno sarebbe bene che entrassi in monastero perchè non serve più aspettare, anzi, potrebbe essere molto dannoso. Non ti nascondo che nonostante la mia gioia immensa di sapermi consacrata al Signore, un'altra parte di me, nel pensare di lasciare la mia famiglia, è molto triste. So però dentro di me che non potrei mai abbandonare la strada della consacrazione, nel senso che se vi rinunciassi sarei la persona più triste del mondo. A volte mi domando se può essere vero che il nostro Dio chiama proprio me a seguirlo più da vicino, e questo dubbio quando mi assale mi fa davvero male. Poi ripenso al mio discernimento con la Madre, e ti assicuro che in quel monastero non cercano di invogliare alla vita religiosa, anche perchè non hanno bisogno di vocazioni, e mi dico che veramente Iddio è così buono che mi vuole donare questa grande Grazia. Ti dirò di più: il mese scorso è entrata un'altra ragazza, e con lei hanno raggiunto il numero massimo di monache, ma la Madre ha chiesto per me un permesso speciale al Vicario Generale [...], perchè reputa fin troppo autentica la mia chiamata. Non vedo l'ora di appartenere totalmente a Lui, ma spesso mi prende la paura che non sono in grado di rispondere generosamente a tale chiamata. Chissà se mai riuscirò a staccarmi totalmente dai miei affetti familiari per unirmi solo a Lui e vivere questa vita solo per i desideri del Suo cuore. Ho dentro di me un desiderio di nascondimento, di santità nota però solo al Signore. Desidero solo quello che Lui desidera, e quando penso di camminare sulla strada che Lui ha pensato per me, mi sembra di non poter reggere alla gioia che mi attraversa. Sapere il Suo sguardo sopra di me, fosse anche per un rimprovero, mi fa sentire la Sua regina. Spero di riuscire a vivere in pienezza la chiamata del Signore nonostante la mia umanità.

Ti informerò di tutto e con grande gioia. Prega per me. Il Signore benedica te e i tuoi propositi.

A presto,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  sono felicissimo della bella notizia che mi hai dato, e cioè che la Madre del monastero ha confermato che hai davvero la vocazione religiosa. So benissimo che queste monache sono molto selettive nel discernere le vocazioni, quindi ritengo che sia stata una grande grazia il fatto che hanno deciso di accoglierti. Non si tratta di un monastero qualsiasi, si tratta di uno dei migliori d'Italia. Lì la vita religiosa si vive nella fedeltà alla spiritualità della zelantissima Fondatrice. Del resto deve far riflettere il fatto che è uno dei pochi monasteri d'Europa ad avere talmente tante vocazioni da non avere più la possibilità di accogliere altre ragazze.

Quando i mondani verranno a sapere che diventerai suora di clausura, criticheranno la tua scelta e diranno che si tratta di una “vita sprecata”. La realtà è profondamente diversa: la vita contemplativa è semplicemente meravigliosa perché consente di vivere costantemente alla presenza del Signore, cioè col cuore continuamente infiammato d'amore per Dio. E noi siamo stati creati proprio per amare la Santissima Trinità. E che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio? In quel monastero fervoroso è facile salvarsi e divenire anche “madre delle anime” salvando dalla perdizione eterna tante altre persone con la preghiera e la penitenza. Non sono le suore di clausura a sprecare la propria vita, ma sono coloro che la dedicano ad amare le cose vane della terra che svaniranno nell'ora della morte.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti nel Cuore Immacolato di Maria,

Cordialiter




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domenica 7 febbraio 2021

Quando rispondere alla vocazione?

Tempo fa una gentile lettrice del blog mi ha posto alcune domande....

Caro Cordialiter,
                             mi chiamo [...], sono un'assidua lettrice del tuo blog. Mi hanno colpito due lettere che hai pubblicato: in una dicevi ad una persona che la vocazione può "andar via" o essere "tolta da Dio e data ad un'altra persona" e in un'altra che "se pure una persona non ha la vocazione, si può pregare che Dio gliela doni". Che vuol dire? Dio non ha per ognuno una vocazione personale fin dall'eternità, da prima che una persona nasca? Come può toglierla e darla ad un'altra? E se ha già un progetto, può cambiarlo in vocazione religiosa se glieLo si chiede? Grazie.

Un saluto in Gesù e Maria.


Cara sorella in Cristo,
                                      San Tommaso d'Aquino e Sant'Alfonso Maria de Liguori (entrambi Dottori della Chiesa), insegnano che quando una persona comprende di avere la vocazione, deve darsi da fare per poter adempierla al più presto, altrimenti rischia di perderla.

Se vuoi saperne di più al riguardo ti basterà leggere gli "Avvisi spettanti alla vocazione religiosa" di S. Alfonso. Ecco alcuni brani: “Pertanto quando chiama Dio a stato più perfetto, chi non vuole mettere in gran rischio la sua salute eterna, deve ubbidire ed ubbidire subito. Altrimenti sentirà rimproverarsi da Gesù Cristo […]. I lumi di Dio son passaggieri, non permanenti; onde [...] s. Tommaso d'Aquino [...] nella sua Somma propone il dubbio, se sia lodevole l'entrare in religione senza il consiglio di molti e senza lunga deliberazione. E risponde di sì, dicendo che il consiglio e la considerazione sono necessari nelle cose dubbie; ma non già in questa, che è certamente buona, giacché l'ha consigliata Gesù medesimo nel Vangelo [...]."

Dio è generoso nel dispensare le grazie (e la vocazione religiosa è una delle più grandi grazie che può donare), ma se vede che una persona le rifiuta, allora può anche revocarle. Ad esempio, se tu vuoi fare un regalo ad una tua amica, ma costei lo rifiuta, che fai? Ogni giorno ritenti di darglielo? No, dopo qualche rifiuto, prendi atto dell'ingratitudine della tua amica, e il regalo lo dai ad un'altra persona più meritevole.

La vocazione è una grazia del Signore, e come tutte le grazie può anche essere chiesta per se stessi o per altre persone. Ad esempio nel libro “Storia di un'anima” si narra che Santa Teresa di Lisieux pregò Dio di donare la vocazione a una sorella di una novizia, e dopo breve tempo quella ragazza abbandonò il mondo ed entrò in monastero.

Spero di aver risposto alle tue domande.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter




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sabato 6 febbraio 2021

Per aspera ad astra

Ripubblico gran parte di una vecchia e-mail che tempo fa mi ha scritto una giovane studentessa.


Caro D.,
                      che bella la testimonianza che hai pubblicato oggi!

Anche io molto spesso resto incantata di fronte alle meraviglie del Creato! Molte volte, adesso che la stagione me lo permette, mi rifugio all'aria aperta e contemplo il firmamento. Ogni volta ripenso alle parole del salmo 8 e non posso che rendermi conto della mia piccolezza e restare a guardare.

Questo desidero verso la natura a volte diventa insistente; quei momenti diventano necessari come l'aria. E' un desidero di vivere senza nulla, vivere solamente di, con e per Dio.

Anche io come quel ragazzo studio scienze (in particolare chimica e anatomia) e nutro una forte curiosità verso il molto piccolo e l'infinitamente grande. Mentre guardo al microscopio o studio il corpo umano rimango basita di fronte a tanta perfezione e mi domando: chi se non Dio può aver creato tutto questo?

Anche a me la passione per le scienze aveva portato a pensare di insegnare chimica...anche io vorrei partire per la missione come volontaria ma, arrivata a questo punto, non sto più capendo nulla.

Io sogno di diventare sposa di Cristo... Ma è veramente questo che vuole il Signore per me? Sono mesi che cerco, che sono nel dubbio e giorno dopo giorno, nonostante le mie richieste  incessanti, il Signore sembra non rispondere.

Ti chiedo di pregare per me affinché io riesca a vedere, a sentire e a comprendere la volontà del Signore su di me! Egli non può starsene in silenzio. Sono io che non so ascoltare e cogliere i segni che egli sicuramente mi sta mandando!

Come dici tu: Per aspera ad astra!

Confido nel Signore e nella sua infinita Misericordia!

Cari saluti e grazie per il tempo che mi dedichi!

Ciao,

(lettera firmata)





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venerdì 5 febbraio 2021

"Fidanzamento" con Gesù

Ripubblico una lettera di una ragazza innamoratissima di Gesù buono.

Carissimo fratello in Cristo,
                                            pace e bene! Spero che non ti sia dimenticato di me, dato che non ci sentiamo da diversi mesi. Non ho smesso un solo giorno di leggerti, ma non ti ho scritto perché non ne ho mai davvero avuto il tempo. Anche in questo momento vado di fretta, mentre preparo una partenza di cui tra poco ti parlerò. Riassumendo, in questi mesi ho lavorato parecchio sul mio cammino di fede e vocazionale. Vita intensa in parrocchia, un'esperienza nella comunità [...]. Ho coronato perfino il mio sogno di raggiungere Assisi e fermarmi per ore alle tombe dei miei amati Francesco e Chiara. Mi nutro della Messa, di Gesù Eucaristia quotidianamente, della Parola di Dio e delle letture spirituali, quali Giovanni della Croce (su cui il mio padre spirituale sta tenendo un corso in parrocchia), Josepha Menendez, Padre Pio, Santa Faustina e altri santi mistici che parlano della Passione di Cristo.

Dunque il seme della mia vocazione è stato annaffiato con cura e posto sotto la luce di Dio e della Sua Santa volontà. Ti avevo parlato anche del progetto di fondare un nuovo ordine [...] ma al momento è tutto sfumato. Nonostante la grande delusione, mi sono con fiducia abbandonata al Padre e al Suo volere. E adesso sto preparando la valigia per andare al Monastero di [...]. Il fidanzamento è ufficiale, il mio Re e Signore deve solo indicarmi la casa in cui celebreremo le nozze. Non so se la clausura sia esattamente quello che vuole per me, anche se al momento non riesco a immaginare altro. Fremo nell'attendere, tra due giorni sarò entro le mura del monastero. Il mio padre spirituale mi manda lì per una quindicina di giorni, al termine dei quali ho l'ordine di tornare a casa per analizzare con calma e comprendere la volontà del Signore.

Voglio renderti partecipe della mia gioia e della mia crescita. Porto nel cuore te e tutti i cari lettori del blog, mettendovi nelle mie preghiere. E ne approfitto per fare un appello: Gesù è amore, è l'Amore e non desidera che amore. Ma sappiamo come va il mondo, la battaglia tra la Donna vestita di sole e il dragone infernale infuria sotto gli occhi di tutti. Cristo deve regnare! Occorre che noi Cristiani autentici torniamo a sacrificarci per la salvezza delle anime. I rimedi sono: digiuno, Eucaristia, confessione sacramentale, Parola di Dio e il Santo Rosario. Padre Pio ha lasciato come suo unico testamento spirituale: pregate e fate pregare il Rosario. Giovanni Paolo II era devotissimo di quest'arma potente che la Madonna ci ha portato direttamente dal Cielo. Non rilassiamoci in un cristianesimo con le pantofole. Occorre indossare l'armatura e combattere. Perché Dio ci ha creati per sé, non per il demonio. Salviamo le anime! Ci attende una eternità con Dio, ma dobbiamo guadagnarla.

Nel Nome del Signore e nel Cuore di Maria. Il Signore vi ricolmi di grazia e benedizione.
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   era da cinque mesi che non ricevevo più tue lettere, sono felicissimo di sapere che durante questo tempo non hai abbandonato il desiderio di donare il resto della tua vita al Re d'amore.

Ritengo molto positiva la decisione del tuo direttore spirituale di mandarti due settimane in un monastero di clausura. Lì, raccolta nel silenzio, senza le distrazioni e dissipazioni che imperversano nel mondo, sarà facile per te raccoglierti interiormente e innalzare la mente a Dio per capire la sua volontà su di te.

Ti ringrazio per l'accorato appello che hai voluto lanciare ai lettori del blog, ai quali chiedo di pregare per te affinché tu rimanga fedele alla chiamata del Redentore Divino ad uno stato di vita più perfetto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter




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giovedì 4 febbraio 2021

Desiderio della vita monastica

Mi ha scritto una ragazza di 18 anni, che dopo esser vissuta a lungo lontano da Dio, ha compreso che...


Salve,
           sono un attimino emozionata a scriverti... ma, dopo aver letto le risposte che hai dato alle altre e-mail, mi sono decisa a farlo, anche perché sento davvero il bisogno di parlare con qualcuno.

Il mio rapporto con la fede è sempre stato molto vacillante perché mi sono spesso lasciata portare altrove dalla vita. Da bambina in verità volevo diventare suora, sentivo il mio rapporto con Gesù fortissimo, lo amavo dal profondo e mi sentivo amata ancora di più: ero una bambina solare, sorridente, attiva. Poi, durante la mia adolescenza, qualcosa è cambiato: la mia vita ha cominciato ad andare a rotoli, per vari problemi, ed io mi sono lasciata andare diventando una persona triste e scontrosa. Tuttora la mia vita non brilla certo per socialità... e mi sento molto sola. Ho cercato la mia strada in lungo e in largo, le ho provate tutte... ho persino pensato di convertirmi ad altre fedi, e me ne pento davvero dal profondo del cuore [...]. Ora so che il cammino è ancora lungo, dato che io ho solamente 18 anni, ma è da un po' che penso che la vita di clausura farebbe per me. Una vita nella contemplazione, nell'amore di Dio, nello studio, lontano dalle distrazioni del mondo. Solo che non so come affrontare questa cosa, che non è certo una cosa di poca importanza. Quali sono i tuoi consigli per me?

Grazie mille,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     sono molto contento di sapere che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere, e che guardi con interesse alla vita religiosa. Spero tanto che tu sia stata prescelta da Gesù buono per divenire sua sposa, sarebbe una grazia immensa. Ogni persona su questa terra è alla ricerca della felicità: i mondani la ricercano nelle ricchezze, nei divertimenti sfrenati, nei piaceri carnali, nel successo, e in altre cose di questo genere; invece i santi la ricercano in Dio, bene infinito. Il mondo promette di far felici i suoi seguaci, ma li inganna, poiché i beni materiali non possono saziare il cuore umano. I santi, al contrario, pur essendo poveri, perseguitati e sofferenti, in realtà hanno una grande gioia nel loro cuore, e ancor più felici diventano dopo la morte, perché le loro anime vanno a godere la visione beatifica di Dio nella Patria Celeste. Se abbraccerai la vita religiosa in un buon monastero, sarà facile per te vivere più unita a Dio, pensare tutto il giorno al tuo Sposo con amore, vivere in maniera più perfetta il cristianesimo, sfuggire ai pericoli spirituali presenti nel mondo, salvarti l'anima, salvare le anime di altre persone con la preghiera, ed essere più felice già su questa terra durante il pellegrinaggio verso l'eternità.

Che fare? Ti incoraggio a continuare il discernimento vocazionale per comprendere la volontà di Dio su di te. Accenditi nella devozione alla Madonna, prega a lungo ogni giorno, impara a fare “l'orazione mentale”, leggi gli scritti spirituali dei santi (ad esempio quelli di Santa Teresa d'Avila, Santa Teresa di Lisieux, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco di Sales, ecc.), cerca di evitare i luoghi di dissipazione come le discoteche, non interessarti di argomenti mondani come le sfilate di moda e i gossip dei personaggi del mondo dello spettacolo, cerca di fare una vita raccolta e devota. Insomma, incomincia a vivere “come una suora” a casa tua. Hai già finito la scuola? Ti piacerebbe fare un'esperienza vocazionale di una settimana in monastero? Se mi dici la regione in cui abiti, forse sono in grado di segnalarti qualche buon monastero da contattare.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia della fede, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter




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mercoledì 3 febbraio 2021

Vocazione al sacerdozio

Un ragazzo mi ha scritto una bella lettera che riporto volentieri.

Caro fratello,
                    ho scoperto da poco il tuo blog e non ho potuto fare a meno di leggere tutti gli interventi, nei quali emerge chiaramente la mirabile opera che Dio compie in silenzio ogni giorno attraverso le Sue chiamate alla vita religiosa e sacerdotale.

E nello stesso tempo il mio cuore si rattrista perché non ho saputo fare altrettanto finora, cioè ascoltare il mio cuore, visto che fin da ragazzo mi sento chiamato da Gesù a essere Suo testimone e ho sempre fatto finta di non sentire. Ma Cristo pazientemente ha insistito, alimentando dentro di me una voce che mi spinge costantemente verso di Lui. Ora vorrei iniziare un cammino di discernimento vocazionale per capire se quella stretta al cuore, quell’amore appassionato che sento per la croce di Cristo sia davvero una chiamata a seguirlo che ho sempre rifiutato. Ho provato più volte a “costringermi” alla vita che la mia famiglia e i miei amici hanno voluto per me: ho un bel lavoro, ho una casa, e mi sono ritenuto fortunato, anche se non sono riuscito ad arrivare al matrimonio, fino a quando ho capito che in realtà non avevo niente, mi sentivo infelice perché non ho risposto prontamente alla chiamata di Cristo che dolcemente e con tenacia mi sussurra “vieni e seguimi”.

Così ora mi ritrovo a 37 anni con una passione per Cristo che mi travolge anima e corpo; ora sarei pronto a lasciare tutto ciò che ho sempre considerato “bello” e per cui mi consideravo fortunato, per volgere il mio sguardo verso la Croce di Cristo e seguirlo.

Ho capito che finora non avevo mai provato la felicità, anzi, solo un grande dispiacere per aver rifiutato di seguire Gesù; ma Lui è paziente, e se sa che c’è una piccola possibilità che noi apriamo il nostro cuore, non si arrende fino a quando entra così profondamente dentro di noi che tutto sembra andare avanti solo perché Lui esiste!

Sono consapevole che non sarà una scelta facile: ma prego il Signore che mi accompagni e che, se questa è la Sua volontà, io possa donargli l’unica cosa che ho di davvero prezioso: la mia vita.

Grazie per avermi ascoltato, ricordami nelle tue preghiere perché oggi più che mai ne ho davvero bisogno!

(lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                               è edificante sapere che nonostante sei un ragazzo con una posizione sociale invidiabile, sei disposto a lasciare tutto pur di seguire la vocazione. Se non hai ancora deciso in quale ordine entrare ti consiglio di fare un'esperienza vocazionale presso l'Istituto del Verbo Incarnato che a mio avviso è uno dei migliori ordini presenti in Italia, e infatti è uno dei pochi in forte espansione. Tra l'altro, a differenza di altri istituti, accettano anche candidati che hanno superato i 35 anni.

Certamente i mondani criticheranno la tua scelta di seguire Gesù Cristo, ma i loro giudizi non contano nulla, ciò che conta davvero è fare la volontà di Dio e sentire la pace nel cuore. Coraggio, non ti arrendere di fronte alle difficoltà che potresti incontrare sul tuo cammino!

Pregherò molto volentieri per te, c'è tanto bisogno di anime che si donino a Dio per la nuova evangelizzazione.

In Corde Matris

Cordialiter




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martedì 2 febbraio 2021

Le anime amanti di Dio sospirano d'andare a vederlo in cielo

Brani tratti da "Riflessioni divote", di Sant'Alfonso Maria de Liguori.


Le anime che in questa terra non amano altro che Dio sono come tante nobili pellegrine destinate secondo il loro presente stato ad essere spose eterne del Re del cielo, ma che vivono da lui lontane senza vederlo, onde non fanno altro che sospirare d'andare alla patria beata ove sanno che lo sposo le aspetta.

Sanno che l'amato sta sempre loro presente, ma se ne sta come nascosto dietro una portiera e non si lascia vedere. (...) Tengono poi queste dilette spose una benda avanti gli occhi che loro non lascia vedere l'oggetto amato. Vivono per altro contente uniformandosi alla volontà del Signore che vuole trattenerle in esilio e da sé lontane, ma con tutto ciò non possono non continuamente sospirare di conoscerlo da faccia a faccia per maggiormente invaghirsene e maggiormente amarlo.

Quindi ciascuna di esse dolcemente si va lamentando spesso col suo diletto perché non si fa vedere e va dicendo: Unico amor del mio cuore, giacché tanto mi ami e mi hai ferita del tuo s. amore, perché da me ti nascondi e non ti fai vedere? Io so che sei una bellezza infinita, io t'amo più di me stessa, quantunque non ti abbia veduto ancora; scoprimi la tua bella faccia, io voglio conoscerti alla svelata a fine di non guardare più me né altra creatura e di non pensare che solo ad amare te, mio sommo bene.

Quando a queste anime innamorate di Dio trasparisce qualche raggio della divina bontà e dell'amore che Dio loro porta, vorrebbero liquefarsi e struggersi per lui d'affetto; e pure per esse il sole sta ancora coverto dalle nubi, il suo bel volto sta ancora nascosto dietro la cortina ed esse hanno ancora la benda sugli occhi che impedisce loro di mirarlo da faccia a faccia: or qual sarà la loro gioia quando si dilegueranno le nuvole, quando si alzerà la portiera e quando sarà loro tolta la benda dagli occhi e lor comparirà senza velo la bella faccia dello Sposo, sì che vedranno a lume chiaro la sua bellezza, la sua bontà, la sua grandezza e l'amore che loro porta?

O morte, perché tanto tardi a venire! se tu non vieni, io non posso andare a vedere il mio Dio. Tu sei quella che hai da aprirmi la porta, acciocch'io possa entrare nella reggia del mio Signore. O patria beata, quando sarà quel giorno ch'io mi troverò negli eterni tabernacoli tuoi! O diletto dell'anima mia, mio Gesù, mio tesoro, mio amore, mio tutto, quando sarà quel felice momento ch'io lasciando la terra mi veda tutta a te unita! io non merito questa sorte, ma l'affetto che mi avete dimostrato e più la vostra bontà infinita mi fa sperare di essere un giorno aggregato a quelle anime felici che tutte unite con voi vi amano e vi ameranno con perfetto amore per tutta l'eternità. Ah Gesù mio, voi vedete lo stato in cui mi trovo, o di essere sempre unito con voi o per sempre lontano da voi; abbiate pietà di me; il sangue vostro è la speranza mia; e la vostra intercessione, o madre mia Maria, è il conforto e l'allegrezza mia.

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Sospiri verso la patria beata.

Felice chi si salva e lasciando questo luogo di esilio entra nella celeste Gerusalemme a godere quel giorno che sarà sempre giorno e sempre lieto, libero da ogni molestia e da ogni timore di avere a mancare quell'immensa felicità!

Dicea Giacobbe: Dies peregrinationis meae centum triginta annorum sunt, parvi et mali. Lo stesso tocca dire a noi miseri pellegrini, mentre stiamo in questa terra a soffrire i travagli del nostro esilio, afflitti dalle tentazioni, angustiati dalle passioni, e tormentati dalle miserie e più dai pericoli dell'eterna salute. Da tutto ciò dobbiamo pensare che non è questa la nostra patria, ma è terra di esilio, ove Dio ci tiene a meritar col patire la sorte di entrare un giorno nella patria beata.

E così vivendo staccati da questa terra dobbiamo sempre sospirare al paradiso dicendo: Quando sarà, Signore, che mi vedrò liberato da tante angustie e non penserò ad altro che ad amarvi e lodarvi? Quando sarà che voi mi sarete il tutto in tutte le cose! secondo scrive l'apostolo: Ut sit Deus omnia in omnibus. Quando godrò quella pace stabile, immune da ogni afflizione e pericolo di perdermi? Quando, mio Dio, mi vedrò assorto in voi col mirare la vostra infinita bellezza da faccia a faccia e senza velo? Quando in somma giungerò, mio Creatore, a possedervi in modo che possa dirvi: mio Dio, non vi posso perdere più?

Frattanto, Signor mio, che mi vedete esule e tribolato in questo paese di nemici dove ho da star combattendo in continue guerre interne, soccorretemi voi colle vostre grazie e consolatemi in questo pellegrinaggio così penoso. Vedo già che di quanto mi presenta il mondo nulla può darmi pace e contentarmi; ma se mi manca il vostro aiuto, temo che i piaceri terreni e le prave inclinazioni mi traggano a qualche precipizio.

Vedendomi esiliato in questa valle vorrei almeno sempre pensare a voi, mio Dio, e godere del gaudio infinito che voi godete; ma gli appetiti malvagi de' sensi gridano spesso entro di me e mi disturbano. Vorrei tener sempre occupati gli affetti miei in amarvi e ringraziarvi, ma la carne mi tira a compiacermi de' diletti sensuali (...).

Chi dunque mi libererà dal corpo di questa morte, cioè dal pericolo di cadere in peccato; del quale pericolo il solo timore è per me una morte continua che mi tormenta e non lascerà di tormentarmi in tutta la mia vita? Deus ne elongeris a me, Deus meus, in auxilium meum respice. Dio mio, non ti allontanare da me, perché se ti allontani tremo di darti disgusto; anzi fatti a me più vicino col tuo potente soccorso, cioè soccorrimi sempre, acciocché possa resistere agl'insulti de' miei avversarj. Il profeta regale mi fa sapere che voi state vicino, cioè somministrate la s. pazienza a tutti coloro che son tribolati nel cuore, cioè internamente afflitti (...). Statemi dunque accanto, amato mio Signore, e datemi quella pazienza che mi bisogna per superare tante molestie che mi tormentano.

Quante volte mi pongo all'orazione, ed i pensieri importuni mi tirano e mi distraggono con mille inezie! Datemi voi forza di licenziarli da me allorché tratto con voi, e di crocifiggere tutte le male inclinazioni che m'impediscono di unirmi con voi. E toglietemi, vi prego, questa gran ripugnanza che provo in abbracciar con pace ogni cosa che non è secondo il gusto del mio amor proprio.

O casa del mio Dio, apparecchiata a coloro che l'amano, a te sospiro da questa terra di miserie.(...) O amato mio Pastore che siete sceso dal cielo per cercare e salvare le pecorelle perdute, ecco una son io che voltandovi le spalle miseramente mi son perduta; (...) Signore, cercatemi, non mi abbandonate come io merito; cercatemi e sollevatemi; prendetemi e tenetemi stretto sulle vostre spalle acciocché io non vi torni a lasciare.

Nello stesso tempo che desidero il paradiso, il nemico mi spaventa colla memoria de' miei peccati, ma la vista di voi, Gesù mio crocifisso, mi consola e mi dà coraggio a sperare di venire un giorno ad amarvi alla svelata nel vostro regno beato. Regina del paradiso, seguite a fare la mia avvocata. Per lo sangue di Gesù Cristo e per la vostra intercessione ho ferma speranza di salvarmi.


lll




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lunedì 1 febbraio 2021

Prendere una decisione importante per la vita

Riporto una lettera che ho inviato a una giovane lettrice che stava riflettendo sullo stato di vita da eleggere.

Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio per la bella lettera che mi hai scritto. Sono contento che ci siano delle persone che ardono dal desiderio di amare Gesù con tutte le proprie forze.

Hai fatto bene a non confidare ad amici e parenti il fatto che ti senti attrarre dalla vita religiosa. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che circa la vocazione c'è bisogno di riservatezza, perché nel mondo c'è tanta gente che tenta di dissuadere i giovani dal consacrarsi a Dio. Certamente puoi confidarti con qualche sacerdote, ma solo se è dotto, caritatevole e prudente, altrimenti c'è pericolo. Infatti ci sono dei preti che sistematicamente scoraggiano i giovani dall'abbracciare la vita religiosa. Sant'Alfonso in uno dei suoi scritti vocazionali diceva che questi preti hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale senza avere la vocazione o senza sapere cosa fosse la vocazione. Ho saputo anche che ci sono dei parroci che ostacolano le ragazze che vogliono entrare in monastero, giustificandosi col dire di avere troppo bisogno del loro aiuto in parrocchia.

Ritengo molto positivo il fatto che stai leggendo le opere di grandi maestre spirituali come Santa Teresa d'Avila e Santa Teresa di Lisieux. È importante affidarsi solo ed esclusivamente ad autori di buona dottrina, infatti bisogna fare attenzione a molti teologi moderni che insegnano gravi errori dogmatici, morali e spirituali, con grande danno per le anime.

Carissima in Cristo, questo è un momento importantissimo per la tua vita, poiché stai riflettendo seriamente sullo stato di vita da eleggere. Da questa decisione potrebbe dipendere la tua sorte eterna, pertanto è necessario non sbagliare. Fai benissimo a cercare di capire qual è la volontà di Dio su di te, l'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come in un orologio ad ingranaggi se si guasta la ruota maestra non può più funzionare correttamente, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

Io da oggi pregherò il Signore di illuminarti, ma ti confesso che spero vivamente per il tuo bene che Gesù buono voglia prenderti come sua casta sposa. Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere sposa di un umile uomo della terra. Quante donne rimpiangono di essersi sposate! Anche tra le lettrici del blog ce ne sono alcune che mi hanno confidato che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento anziché prendere marito. Tra l'altro bisogna ammettere che non è facile trovare un marito davvero cristiano come Luigi Martin, il papà di santa Teresina. Purtroppo, ci sono degli uomini che si sposano solo per pura attrazione fisica, altri che maltrattano le mogli e le trattano come serve, tantissimi le tradiscono materialmente o dilettandosi in pensieri impuri (il nono Comandamento proibisce anche il semplice desiderare la donna d'altri). Oggi tanti matrimoni vanno allo sfascio perché non erano stati fondati su solide virtù.

Secondo me le donne più felici del mondo sono le suore appartenenti ad ordini religiosi fervorosi e di stretta osservanza, infatti il loro Sposo le ama con puro e ardente amore, le fa sentire nel cuore la pace della coscienza, le libera dalla cupidigia dei beni materiali, le ricolma di consolazioni spirituali, fa ardere nei loro cuori il fuoco della carità, le fa sentire la gioia di appartenere interamente a Lui, e nell'ora della morte viene a prenderle per portarle da questa valle di lacrime al gaudio eterno del Cielo, dicendo loro: “Vieni mia cara sposa”.

Che fare? Santa Teresina quando era ancora una secolare si considerava “fidanzata” con Gesù, e si comportava in maniera tale. Tu non sai ancora qual è lo stato di vita al quale ti chiama il Redentore Divino, tuttavia, visto che stai riflettendo seriamente sulla vita religiosa, conviene anche a te considerarti come “fidanzata” di Gesù buono visto che stai valutando se sposarti con Lui; non si può pensare alla vocazione religiosa e contemporaneamente flirtare col mondo. Quindi, essendo fidanzata del Re dei re, devi disinteressarti di tutte le cose che piacciono tanto ai mondani: discoteca, gossip, divertimenti sfrenati, moda, corteggiamenti, cupidigia per le ricchezze, oroscopi, superstizioni varie e cose di questo genere. “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

Non permettere a nessuno dei tuoi amici di prendersi troppa confidenza con te, ad esempio tenendoti mano nella mano, prendendoti a braccetto, e in altri atteggiamenti tipici dei corteggiatori. Io desidero solo che tu faccia la volontà di Dio, e se Lui ti desidera come sua sposa, sarebbe triste se tu donassi il tuo cuore ad una povera creatura umana, anziché al Re del Cielo.

Se possiedi trucchi personali (rossetto, rimmel, smalto per le unghie, ecc.) buttali via nell'immondizia senza che i tuoi familiari se ne accorgano. Una fidanzata di Gesù non ha bisogno di queste cose. Se ti hanno regalato dei vestiti che offendono il pudore e che sono di scandalo al prossimo (minigonne, magliette troppo scollate, ecc.) buttali via nella pattumiera. Nessuna donna dovrebbe indossare questi abiti vergognosi.

Ti consiglio di trascorrere alcuni giorni in qualche monastero fervoroso per poter vedere coi tuoi occhi in cosa consiste la vita religiosa, ma soprattutto per poter ascoltare quel che il Signore desidera da te. Nel mondo è difficile trovare la tranquillità adatta per fare raccoglimento e riflettere. Invece nel silenzio di un monastero di stretta osservanza ti sarà facile innalzare la mente e il cuore a Dio.

Ti incoraggio a perseverare con ardore il percorso vocazionale che hai intrapreso. Non esitare a scrivermi per qualsiasi altra domanda su questo tema o su altre questioni riguardanti la Religione. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter




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domenica 31 gennaio 2021

La carità essenza della santità

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena.


La carità è così essenziale nella vita soprannaturale che dalla sua presenza o assenza dipende per il cristiano lo stato di vita o di morte. Chi non possiede la carità non possiede neppure la grazia santificante, la quale ne è assolutamente inseparabile: « chi non ama, rimane nella morte » (I Gv. 3, 14). D’altra parte, chi possiede la carità, possiede la grazia, quindi partecipa della vita di Dio: « chi sta nella carità, sta in Dio e Dio in lui » (ivi, 4, 16); e, come insegna S. Tommaso, « la carità... unisce l’affetto dell’uomo a Dio, al punto che l'uomo non viva più per se stesso, ma per Iddio » (IIa IIae, q. 17, a. 6, ad 3).

Tre sono le virtù teologali infuse in noi assieme alla grazia santificante: fede, speranza e carità. Tutte e tre hanno per oggetto Dio, ma di queste « la più grande è la carita » (I Cor. 13, 13). Più grande, perchè senza carità non vi può essere vita cn'stiana; più grande, perchè non verrà mai meno, perchè è la forza unitiva che ci congiunge a Dio, perchè è una partecipazione di quella carità infinita che è Dio stesso. Infatti, al farisco che l’interrogava sul massimo precetto della legge, Gesù ha risposto: « Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo comandamento » (Mt. 22, 37 e 38).

Quando la carità sarà in noi perfetta ci manterrà pienamente uniti a Dio e orienterà verso di lui tutte le nostre attività; quindi nella misura in cui un’anima è dominata dalla carità, è matura nella vita soprannaturale, è più o meno santa.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].






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sabato 30 gennaio 2021

Sprecare la vita o donarla a Dio?

Tempo fa una lettrice mi ha chiesto gentilmente di postare sul blog una lettera che scrisse a delle suore.


Pace e bene sorelle,
                                  sono una ragazza di 25 anni in discernimento vocazionale, [...] ho conosciuto e letto tante cose sulla vostra Fondatrice, nella sua storia ho trovato la mia, qualcosa di me, di ciò che sono, che il Signore mi fa essere. Quando sono stata dalle suore del vostro Istituto, stare con i bambini, parlare con le sorelle, con Gesù, ho capito qualcosa, ma il Signore mi fece cercare qualcosa di profondo. Sentii la prima chiamata il 27 agosto 2000, e dopo dolori e sofferenze, dopo che Gesù mi ha fatto assaporare la sofferenza della sua croce affinché mi innamorassi di Lui, ecco che mi ha guarita. Sentii la sua voce nel seguirlo, nel seguire san Francesco... l'amore per i poveri. Evangelizzare, portare la parola di Gesù in terre lontane, dove la povertà regna... è quello che mi chiede il Signore, amare i poveri, gli ammalati, portare Gesù da loro, aiutarli, confortarli, assisterli. Ho avuto esperienze stupende di contatti con poveri, specie bambini; la cosa che ho visto in loro? LA GIOIA DI VIVERE NONOSTANTE TUTTO. CHE GIOIA MI HA RESO QUESTO! E IO STRUMENTO DEL MIO AMATO Gesù, HO TRASMESSO IL SUO AMORE, IN UN SEMPLICE ABBRACCIO, UNA CAREZZA. Sono stata stravolta dall'amore di Gesù, mi sono innamorata così profondamente che non ho visto e sentito niente... solo una cosa... mi indicava la povertà, aiutare i poveri, i bisognosi, gli ammalati, mi indicava di seguire Francesco. Io lo ringrazio infinitamente per aver sofferto tanto, perché da questa mia sofferenza è stato lì che Gesù mi ha chiamato a scoprire il suo amore infinito, e solo se mi affidavo a Lui e alla sua misericordia potevo stare bene. E così, quella sera del 27 agosto pregai fino allo sfinimento il Signore affinché mi facesse veramente la grazia di guarire... (ha voluto aspettare tutto questo tempo, ha voluto che portassi le mie croci come le sue, di salire sul Calvario per poi rinascere a vita nuova), stavo a casa, non uscivo, stavo male, ma quella sera decisi di uscire... andai in chiesa ...Lui era lì... mi aspettava... c'era il Santissimo esposto... mi sedetti e il mio cuore è stato invaso ...ho sorriso dopo anni di tristezza...Lui era il mio unico consolatore...l'amore che da sempre cercavo e mai trovavo. Tornai a casa, non cenai, andai in camera... mi misi davanti al crocifisso di san Damiano a parlare con il mio amato. Pregai, lo pregai davvero incessantemente; ero stanca di soffrire, di pensare a me, di sprecare la mia vita così, avevo capito che il Signore mi voleva mettere davanti un disegno d'amore grande... che all'inizio avrei fatto fatica a capire. Il Signore voleva farmi capire che la mia salvezza avrebbe portato frutti... come il famoso seme, resta solo un seme se non cade nella terra e non muore; ma se muore produce molti frutti. Poi andai a letto, l'indomani mi alzai, feci colazione, sorridente, cantai l'anima mia magnifica il Signore... e uscii. Mia madre rimase sconvolta, ero cambiata...andai da Gesù, non potevo farne a meno. Tornata a casa... pranzai, mia madre mi osservava e mi disse: E' UN MIRACOLO ... lo capii anche io! Capii davvero che il Signore mi fece passare attraverso la sua croce ... affinché capissi tutto, ero prescelta, ero sua, ecco perché non ho trovato mai l'amore, perché quell'amore era Gesù. Lui che mi ha colmato il vuoto interiore, Lui che ha purificato il mio cuore. Sono stata male per tanto tempo, per cosa? Per chi? L'unica risposta adesso è Gesù! Mi sono posta diverse domande! Perché sprecare la mia vita nell'egoismo di me stessa? Perché comprarmi abiti di marca quando ci sono ragazzini che non hanno nemmeno un tozzo di pane? Perché uscire il sabato sera, con vestiti attillati, andare in discoteca, sballarsi, quando potremmo incontrarci con gruppi di giovani e andare da Gesù che ci riempie di gioia e amore? Perché fare diete, essere belle, truccarsi per fare colpo, quando dietro quella maschera ci sono occhi tristi e pieni di rabbia? Io mi sono chiesta davanti al mio caro Gesù queste domande, e penso non è questa la vita che voglio. Sprecarla cosi? ma scherziamo? e Gesù? e i poveri? Amo i poveri, ecco perché voglio stare con i poveri, e per i poveri... insieme a Gesù, perché in loro vedo tutto, vedo Gesù! Io sono pienamente felice, innamorata. Io amo Gesù, Lui è il mio tutto, tutto quello che mi è sempre mancato... con Lui vivo... perché Lui vive in me. Io ho trovato la mia vita... la mia gioia, la mia felicità, aiutando i bambini e i ragazzi poveri, i più bisognosi, gli ammalati, portando e avvicinando Gesù a tutti loro... che bello!!! Vorrei davvero far parte della vostra Famiglia Religiosa, stare con voi sorelle, perché ormai non ho più dubbi, io voglio consacrare la mia vita a Gesù!





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venerdì 29 gennaio 2021

Un papà ostile alla vocazione della figlia

Riporto l'e-mail di una ragazza che ha un padre ateo, il quale non vuole che la figlia diventi suora...


Ciao D.!
[…] Ho delle bellissime notizie da darti. In questo anno ho continuato il cammino di discernimento vocazionale, insieme a un sacerdote diocesano straordinariamente bravo, che mi ha fatto da direttore spirituale. A settembre ho fatto gli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio [...]. Finalmente, proprio durante la meditazione sull'elezione dello stato di vita, Dio mi ha mostrato chiaramente che mi vuole tutta per sé, come sua sposa, proprio tra le [...]! Sono tanto felice, ma anche molto spaventata. Sono certa che il discernimento che ho fatto sia giusto, anche perché la mia scelta è maturata in un tempo molto lungo ed ha preso forma definitivamente in un tempo di grande pace interiore e consolazione, che, come dice Sant'Ignazio, è quello giusto per prendere decisioni. Il mio direttore spirituale ha approvato la mia scelta. Mi ha detto che aveva visto in me una chiamata sincera già da qualche mese e che aspettava il momento in cui io fossi stata matura abbastanza da rendermi conto autonomamente di questa volontà di Dio su di me. 

Purtroppo dovrò aspettare ancora qualche tempo prima di entrare al postulandato, per finire di laurearmi. Ormai ho dato tutti gli esami e sto effettuando il tirocinio finale, per cui è questione di qualche mese. […] Le mie amiche mi parlano di ragazzi, ma io mi sento già fidanzata con Gesù e vorrei gridarlo a tutto il mondo. Inoltre soffro, perché mi sento come se stessi ingannando i miei genitori. Seguendo le indicazioni del mio direttore spirituale, ho deciso di non dire loro niente riguardo alla mia scelta, finché concretamente non avrò stabilito la data per entrare in convento. Questo per risparmiarmi la prova di mesi durante i quali certamente tenterebbero di farmi cambiare idea. Tuttavia ora che la laurea si avvicina, spesso mi chiedono cosa ho intenzione di fare dopo, se intanto voglio iniziare a preparare il curriculum, eccetera. Io rimango sul vago, rispondo sempre che il dopo è nelle mani di Dio e che non si devono preoccupare, ma mi sento come se stessi tramando contro di loro. Mi chiedo spesso come farò a dare loro la notizia, per me così bella e per loro così terribile... Ho paura soprattutto di far soffrire mio padre, che è ateo e che una volta mi ha detto che preferirebbe una figlia morta a una figlia suora. So che si vergognerà di me e che probabilmente smetterà di parlarmi. Ho paura di questo.

[…] Scusami se mi sono dilungata così tanto, ma sentivo da tanto il bisogno di sfogarmi con qualcuno e il fatto di non poter parlare della mia vocazione mi sta corrodendo. Tutti mi chiedono dei miei progetti e sembra che io non voglia pensare al futuro, quando invece sto proprio correndo a perdifiato verso la meta, il mio Signore e mio Dio che mi tende le braccia!

La risposta a tutte le mie angosce la conosco già: abbandonarsi a Dio totalmente, confidare in Lui senza riserve. Sarà Lui a prendersi cura di me. 

Grazie per avermi ascoltato e per il prezioso aiuto che dai a tante persone, affinché trovino la loro strada. 

Prega per la mia serenità e perseveranza. 
Un caloroso saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                            sono molto contento di sapere che ardi dal desiderio di donare la tua vita a Dio abbracciando la vita consacrata e divenendo sposa di Gesù Cristo in uno dei più fervorosi e osservanti istituti religiosi missionari.

Considero saggio ciò che ti ha detto la tua guida spirituale, cioè di aspettare ancora un po' di tempo prima di confidare ai tuoi genitori che hai deciso di rispondere affermativamente alla chiamata del Redentore Divino allo stato di vita più perfetto. Secondo Sant'Alfonso Maria de Liguori spesso i genitori sono i peggiori nemici delle vocazioni religiose, perché tentano in tanti modi di distogliere i figli dal pensiero di consacrarsi a Dio. E ciò avviene non solo tra i genitori atei, ma anche tra quelli che sono cattolici praticanti. 

Lo stesso Sant'Alfonso raccomanda ai giovani di non confidare ad amici e parenti la decisione di abbracciare la vita religiosa, appunto per evitare le persecuzioni dei mondani (soprattutto dei parenti). Quindi non devi sentirti in colpa se, quando qualcuno ti domanda cosa farai dopo la laurea, rispondi in maniera vaga e generica. I manuali di Teologia Morale insegnano che quando non vogliamo confidare una cosa a persone che non sono tenute a saperla, possiamo tranquillamente rispondere con frasi vaghe e generiche. Quindi puoi stare tranquilla che ciò che stai facendo non è affatto una cosa riprovevole, ma anzi è una cosa giusta e che quindi non costituisce nemmeno colpa veniale.

Purtroppo, i mondani hanno una visione materiale della vita, per loro lo scopo sulla terra è quello di ammassare beni materiali, avere successo, andare a ballare, divertirsi sfrenatamente, bere, mangiare, ridere e scherzare, pertanto fanno fatica a capire per quale motivo una persona possa decidere di lasciare tutto e di seguire Cristo abbracciando i consigli evangelici (povertà, castità e obbedienza) e dedicandosi all'ascetica, alla preghiera e all'apostolato per la propria personale santificazione e per la conversione e la salvezza delle altre anime, per la maggior gloria di Dio. 

Comunque, non preoccuparti di quel che dirà tuo padre quando saprà che hai deciso di entrare in convento. Ci sono stati altri genitori che si sono opposti, ma poi quando c'è stata la vestizione religiosa sono andati alla cerimonia ed erano i più commossi e felici di tutti.  :-)

Carissima in Cristo, in questi ultimi mesi che ti separano dall'abbandonare il mondo traditore per andare a vivere nella casa di Gesù buono che ti sta chiamando alla sua sequela, il demonio tenterà con le lusinghe o con le persecuzioni di convincerti a cambiare idea e a rinunciare alla vocazione religiosa. In realtà si tratta di una prova d'amore nei confronti del Signore, cioè dovrai dimostrargli che il tuo amore per Lui è più forte di tutte le avversità. Ricordati che maggiori sono le avversità, più bella è la vittoria!

Quando avrai altri dubbi e timori, oppure vorrai avere semplicemente delle parole di conforto, non esitare a scrivermi ancora. Per me è una grande gioia chiarire i dubbi e incoraggiare coloro che si sentono attrarre da Gesù alla vita religiosa.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter





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